Le testimonianze di studenti, insegnanti e volontari
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Le parole degli studenti
Dagli alunni delle classi 1°, 2° e 3° della Scuola Primaria di Introdacqua (Aq):
Bastano 60 centesimi al giorno, cioè il costo di una merendina, per donare un’infanzia più serena ai bambini che hanno avuto molto meno di noi nella vita…
Noi alunni delle classi 1°, 2° e 3° della Scuola Primaria di Introdacqua abbiamo voluto contribuire a dare un piccolo aiuto alla Fondazione Onlus “aiutare i bambini” donando il nostro cuore , perché quest’ estate un gruppo di volontari è venuto da ogni parte d’Italia ad aiutare i bambini terremotati d’Abruzzo.
Da un loro kit inviatoci, abbiamo scoperto tante iniziative simpatiche ed entusiasmanti per avvicinare noi alunni alle tematiche della solidarietà e del volontariato. Allora, durante il periodo di Avvento che precede il Santo Natale, noi abbiamo voluto compiere un’opera buona, come ci insegna Gesù, e abbiamo organizzato un banchetto: “BABBO NATALE PER 1,2,3,4………10 minuti” nelle nostre classi , per compiere un percorso educativo con l’obiettivo di sensibilizzare grandi e piccini al valore della solidarietà.
Classe 2°
Io dono il mio salvadanaio orsetto per raccogliere le merendine da offrire a chi ha fame. Metto in testa all’orsetto il cappuccio rosso. Lo useremo noi per diventare BABBO NATALE di tanti bambini poveri di tutto il mondo.
Irene, classe 1°
Ogni giorno, a ricreazione, non mi compro più la merendina, voglio essere BABBO NATALE per sei minuti e dono il costo della merendina ad un bambino bisognoso.
Quindi mi infilo il cappellino rosso, mi sento Babbo Natale e verso i miei 60 centesimi nel salvadanaio. Ora, però, non ho niente da mangiare! Con un po’ di coraggio ho chiesto un pezzettino di merenda a tutti i miei compagni e sono stato aiutato anch’io per fortuna, perché avevo tanta fame!
Daniele, classe 1°
Noi abbiamo visto un minivideo, dove Kumba, una bambina di 7 anni, è senza scuola, senz’acqua, senza alimenti, senza medicine, senza vestiti e senza casa.
Deve lavorare per aiutare la sua famiglia numerosa. Anche lei ha diritto a vivere e ad essere istruita come noi! Noi ci siamo commossi e siamo diventati BABBO NATALE suo per farle comprare lo zaino e tutto l’occorrente per frequentare la scuola!
Simone Curto e Simone Bonaventura
Io da grande vorrei fare l’investigatore e diventare volontario di qualche associazione, penso che mentre aiuti gli altri impari e ti diverti come ci siamo divertiti noi.
Federico e Raffaele
Alla fine del percorso avremo anche l’attestato di pergamena, un documento col quale ci faremo un quadretto e sarà un bel ricordo della nostra Scuola Primaria.
Marta, Aurora e Alessandra
Dagli alunni della I C e della II B della Scuola Media Buonarroti di Corsico (Mi):
Ciò che mi ha colpito di più è l’espressione del volto di quei bambini. Penso che sia meraviglioso fare tutti insieme qualcosa di concreto per aiutare questi poveri bambini.
Fabio Marinelli, I C
Il bello di queste ragazze (le volontarie che hanno incontrato gli studenti, ndr) è che loro si sono offerte di fare questo lavoro, cioè aiutare i bambini e, per farlo, ci vuole molta generosità.
Nicolas Larosa, I C
Mi ha colpito il fatto che io non pensavo che nel mondo ci fosse tanta povertà e, vedendo quelle foto, l’ho capito.
Aurora Ernani, I C
Mi è piaciuto sapere che ci sono delle persone nel mondo che aiutano questi bambini e che, nonostante tutto, queste persone riescono a far sorridere i bambini.
Giorgia Sforzi, I C
Ho provato tantissime emozioni e un po’ di paura, perchè muoiono tante persone di fame ed è una gioia sapere che ci sono persone che aiutano questi bambini attraverso associazioni e adozioni. Quelle foto mi rimarranno sempre nel cuore.
Lorenzo Giovannini, I C
Ci sono un sacco di cose che non dimenticherò in tutta la mia vita e cioè come i bambini in Africa mangiano, come vanno a scuola, come si vestono e con che cosa si divertono. Giorgia Gucciardi, I C
La maggior parte delle volte incontro qualcuno che non fa caso a nessuno. Ma penso che, nel loro profondo, vorrebbero fare qualcosa per togliere questo egoismo.
Ilaria Gilli, I C
Se fossi ricco, donerei un po’ di soldi; per ora dono solo vestiti e giocattoli.
Francesco Scappaticcio, I C
Questa esperienza è stata molto interessante perchè mi ha fatto conoscere situazioni e realtà nuove, riflettere sulle difficoltà che tanti bambini nel mondo devono affrontare e di quanto siamo fortunati noi a vivere in una realtà dove c’è il benessere, si va a scuola, ci sono i dottori se si è ammalati e si mangia ogni giorno.
Lorenzo De Iacob, I C
La cosa che mi ha interessato di più è quando ci hanno fatto rappresentare con delle scenette dei momenti di vita quotidiana dei bambini e delle loro famiglie. E' stato davvero divertente perché noi avevamo capito come andavano a scuola i bambini;che la scuola non era un enorme edificio ma era una capanna con una lavagna e che tanti bambini non erano divisi in classi ma erano tutti insieme anche se di età diverse. La cosa che non dimenticherò di questa esperienza è che mi ha fatto capire che con dei semplici gesti ogni persona può migliorare la vita degli altri.
Ilaria, II B
La cooperazione non è fare elemosina, ma chiedere alle persone qual è il problema, di che cosa hanno bisogno e cercare un modo per aiutarle.
Camilla, II B
Quello che non dimenticherò mai è che nel mondo ci sono migliaia di bambini che muoiono per malattie e mancanza di cibo e acqua.
Caterina, II B
Questo progetto mi e piaciuto molto e mi rimarrà sempre in mente. In questo progetto abbiamo parlato dei Paesi più poveri e loro ci hanno raccontato come sono questi Paesi, che gente ci vive e come vive.
Julia, II B
Questi incontri mi sono piaciuti molto, mi hanno fatto capire delle cose nuove abbastanza complicate, perché hanno spiegato in modo semplice e concreto. Sono stati molto belli anche perché ci hanno coinvolto e fatti ridere.
La cosa che più mi e rimasta impressa è la loro bontà e il loro amore verso il prossimo. Ci siamo resi conto che tutti i Paesi del mondo hanno la loro parte povera.
Andrea, II B
Mi sono resa conto che questi bambini vivono con poco, mentre noi siamo molto legati alle cose materiali e non ci rendiamo conto di quali sono quelle veramente necessarie. Non dimenticherò che c'è molta gente che ha bisogno di aiuto e che noi possiamo darglielo.
Martina Iamundo, II B
Sono sempre più convinto che il volontariato risulta essere importante in tutti i settori.
Salvatore Rinaldi, II B
Aiutare i ragazzi o i bambini meno fortunati di noi si può e si deve!
Alla fine di marzo abbiamo allestito una mostra fotografica nell'atrio della Trombini (ndr. Istituto Trombini, Tirano) e le immagini ci hanno fatto riflettere su quanta povertà regni ancora in certi paesi dell'Africa e non solo. Figuravano anche due striscioni azzurro e giallo, con slogan "aiutare i bambini". Tutte foto toccanti che ci dicono: "Caro alunno della Trombini, quanto sei fortunato! E non lo sai. Dentro quello scatolone metti dei colori o quaderni o delle biro o dei pennelli o quello che può tornar utile a dei bambini che hanno davvero così poco!
Sofia Bormolini ed Eleonora Bombardieri, classe 3 C, Istituto Superiore di 1° grado Trombini, Tirano (SO)
Le parole degli insegnanti
A noi basta riuscire a far loro comprendere che amare se stessi vuol dire in primo luogo amare chi ci sta accanto, chi soffre e soprattutto chi, meno fortunato di noi, ha bisogno del nostro aiuto e della nostra vicinanza fatta di condivisione di gioie e sofferenze.
Prof.ssa Giulia Montalbano, Istituto Comprensivo “Vincenzo Reale” di Agrigento
Desidero ringraziare per l'occasione di questa bella collaborazione: l'iniziativa dell'allestimento della mostra è risultata coinvolgente per gli studenti della mia classe e ha loro consentito di riflettere sul tema del diritto allo studio negato a tanti loro coetanei meno fortunati che vivono in Paesi poveri del mondo, nonché di stimolare nei ragazzi il senso della solidarietà attraverso una piccola raccolta fondi..
Per me si è trattata di un'assoluta novità l'adesione a un tal genere di progetto e confesso che mi ha resa molto felice: confido pertanto si potran magari in futuro presentare altre fortunate occasioni di collaborazione.
Prof.ssa Beatrice Talozzi, Liceo Classico Raffaello Sanzio di Urbino
Quest’anno è tornato nell’Istituto Comprensivo “R. Sanzio” di Napoli il volontario di “aiutare i bambini” Luigi Sepe accompagnato da due giovani volontarie, Diana e Nancy, e insieme hanno svolto attività coinvolgendo ragazzi non abituati ad ascoltare e a pensare all’altro.
Inoltre a dicembre presso la nostra scuola ha avuto luogo una manifestazione natalizia, un’asta di beneficenza con prodotti preparati dai nostri alunni e il ricavato è stato devoluto alla Fondazione; con noi era presente Luigi Sepe ed è stato lui il protagonista della giornata…una persona che con la sua calma e il suo amore per l’altro è riuscito a coinvolgere ragazzini dai 5 agli 11 anni, a far comprendere parole importanti come bene, amore, rispetto, gratitudine, aiuto: parole piene di significato ma purtroppo per alcuni inutili. I volontari hanno contribuito, insieme a tutti i docenti, a favorire uno spirito di gruppo in cui la collaborazione e la cooperazione siano finalizzati al raggiungimento di uno scopo comune per una riqualificazione del tessuto sociale ma anche dell’impegno sociale. Grazie a Luigi e all’anno prossimo.
Prof.ssa Gabriella Palma, Istituto Raffaello Sanzio di Napoli
Le parole dei volontari
Nessun adulto ti fa domande quando dici che fai un viaggio di volontariato internazionale al posto delle vacanze al mare. Dopo un poco spontaneo "Bravo" si cambia argomento. Invece coi bimbi è diverso, i loro occhietti ti scrutano curiosi, quasi viaggiano come Salgari attraverso le tue parole e le tue esperienze...
L'essenziale è cogliere nel segno, coinvolgerli con argomenti catalizzanti... ed il gioco è fatto!Nessun dubbio o perplessità, solo tanto entusiasmo dato dalla determinazione in ciò che stavo facendo per far passare ancora più forte il messaggio di sensibilizzazione e tanta gioia nel sapere che i bimbi (argentini, equadoregni, domenicani...) di cui stavo andando a parlare qui in Italia sarebbero stati felicissimi ed orgogliosi di sapere che in quel preciso istante stavo parlando di loro a dei loro coetanei dall'altra parte del mondo.
Gianpiero Tanzi
In questi incontri l’arricchimento del quale si può beneficiare per noi “grandi” è immenso, come lo sono le espressioni di meraviglia dei bambini contro le disuguaglianze che non capiscono, non concepiscono e mal sopportano, arrivando ad arrabbiarsi a volte. Alla fine del nostro incontro chiedo a tutti loro cosa abbiamo imparato…Le mani che si alzano son tante, e tante sono le grida e la voglia di parlare: “Io - dice un bambino - rimango comunque dell’idea di costruire un grande camion e di andarceli a prendere tutti”, “E io – aggiunge un altro - che se mamma non mi aiuta a costruire tante cose da portare al mercatino per raccogliere i soldi mi fa arrabbiare e mi faccio bocciare”.
Ci mettiamo tutti a ridere, ma io, e ancora una volta, ho imparato come siano grandi le parole dei piccoli e come spesso siano piccoli i comportamenti dei grandi.”
Maurizio Alfano
La prima volta ero davvero preoccupata: 25 bambini a cui cercare di raccontare, in poco tempo e senza annoiarli, come vivono i loro coetanei meno fortunati… Ho incominciato seguendo la traccia del Manuale e…come per magia, le paure e le ansie sono sparite! Una volta introdotta una nuova attività o un nuovo argomento, i bambini hanno cominciato a fare domande e a cercare risposte; lì il mio problema non era più COSA dire, ma RIUSCIRE A DIRLO, dato l’entusiasmo che i bambini avevano di dire la loro su ogni tema affrontato.
Davanti a un tale fiume di proposte e soluzioni più o meno fantasiose ai problemi del mondo, mi piangeva il cuore dover dire loro che purtroppo non esiste una soluzione preconfezionata per migliorare la vita dei loro coetanei meno fortunati, ma che ognuno nel suo piccolo poteva fare qualcosa; dopo un attimo di delusione, hanno cominciato a scervellarsi su come fare qualcosa per aiutarli…e via ancora in un turbinio di proposte!
Simona Brusamolino
Penso che ricorderò sempre la prima volta che sono entrata in una classe: ero emozionata e curiosa, ma avevo anche paura di non trovare le parole adatte per comunicare e relazionarmi con i bambini. Mi facevo molte domande: Come mi accoglieranno? Qual è il modo giusto per parlare loro di povertà e di stili di vita così lontani dal nostro quotidiano? Un bel problema ma anche una bella sfida. Per fortuna le mie paure erano ingiustificate: i bambini non solo imparano subito il tuo nome e ti mettono a tuo agio con la loro spontaneità, ma sono anche ascoltatori attentissimi che con mille manine alzate (e, spesso, un po’ di allegra confusione) ti fanno capire che hanno tanta voglia di esprimersi e partecipare.
Questi incontri sono stati importanti e costruttivi anche per me, perché i bambini, privi dei pregiudizi e della disillusione degli adulti, hanno saputo infondermi fiducia e ottimismo con le loro idee disinteressate e le loro risposte fantasiose ai problemi. È stato bello condividere insieme questa esperienza e non vedo l’ora di farmi trascinare di nuovo dal loro entusiasmo!
Lara Misseri


