Attività educative nei campi profughi palestinesi
Nº progetto: 560
Tipologia: Istruzione
Campagna: Io vado a scuola
Paese: Palestina
Località: Campi profughi di Kalandia (Ramallah) e Shu'Fat (Gerusalemme)
Numero bimbi beneficiari: 400
Scopo: Dare continuità alle attività educative e di aggregazione socio-culturale per i bambini palestinesi implementate
In corso: Concluso
IL CONTESTO:
La popolazione palestinese in tutto il mondo è stimata tra i 10 e gli 11 milioni di persone. Circa la metà vive oggi nei territori dell'Autorità Nazionale Palestinese (Cisgiordania e Striscia di Gaza), in Giordania (dove rappresenta il 40% della popolazione) e in Israele a Gerusalemme est (il termine non include i cittadini arabi di Israele).
In alcuni Paesi arabi, ai Palestinesi non è riconosciuto alcun diritto; 4 milioni sono apolidi e, da diverse generazioni, conducono un'esistenza di stenti nei campi profughi.
I campi profughi di Shu’Fat e di Kalandia furono costruiti rispettivamente nel 1966 e nel 1948. Suh’Fat si trova nel distretto di Gerusalemme, mentre Kalandia è al check-point che separa Gerusalemme dalla North West Bank.
In entrambi i campi la popolazione si attesta sulle 20.000 unità, per la metà di essi si tratta di rifugiati non registrati.
In ogni casa la media per famiglia è di 7/8 persone.
I principali problemi che affliggono i residenti sono i seguenti:
- il 70% di disoccupazione;
- le condizioni sanitarie estremamente carenti;
- la mancanza di luoghi di socializzazione (parchi, centri ricreativi ecc);
- i disagi psicologici (in particolare relativi alla situazione di violenza relativa al conflitto e che colpisce in particolar modo i minori);
- la mancanza di infrastrutture;
- il sovraffollamento nelle case e nelle classi scolastiche (specialmente dopo la costruzione del muro, per i bambini del campo è impossibile raggiungere le scuole che frequentavano all’esterno);
- i problemi igienici: in particolare dovuti alla mancata raccolta della spazzatura e ai problemi di salute che ne conseguono (infezioni e malattie).
IL PROGETTO:
Il progetto in esame, proposto da “Kalandia Child Center for Culture and Development” (ONG di Gerusalemme che opera dal 2003), in collaborazione con la ONLUS “Vento di terra” e l’UNRWA, ha come obiettivo ultimo la crescita e lo sviluppo sereno dei bambini dei due campi profughi di Kalandia e Shu’fat, con la creazione di un legame fra le due realtà. A causa del conflitto palestinese i bambini sono infatti i primi ad essere colpiti psicologicamente dalla violenza del luogo in cui vivono; si vuole sviluppare in ognuno di loro la propria individualità e dare loro la serenità che troppo spesso si sono visti negare.
Il progetto si configura come una serie di attività rivolte ai bambini sul modello di un centro di aggregazione giovanile:
- attività di animazione e creatività nelle scuole dei due campi profughi in collaborazione con insegnanti, educatori e assistenti sociali del progetto;
- aumento della presenza e degli operatori dei servizi sociali presenti nei campi, per offrire modelli positivi e soluzioni in risposta a situazioni di stress o depressione;
- proposta di attività ludiche, ricreative e di socializzazione per i bambini: le attività riguarderanno: musica, teatro, computer, laboratori artistici, sport, teatro, educazione civica, feste ed eventi, supporto compiti, gite e campi estivi (della durata di 4 settimane, durante le vacanze estive);
- miglioramento delle relazioni genitori – figlio: per stimolare il valore della famiglia e l’importanza della genitorialità, mamme e papà parteciperanno ad alcune attività insieme ai loro figli; saranno inoltre organizzati meeting individuali degli psicologi con gli educatori e incontri nelle case delle famiglie. Il coinvolgimento dei genitori è molto rilevante, specie pensando che nelle famiglie, con una media di 8 membri ciascuna, la maggioranza dei padri è disoccupata, mentre le madri sono per lo più analfabete.
COSA FA “aiutare i bambini”:
La Fondazione cofinanzia le attività indirizzate ai bambini dei campi profughi.
In particolare copre parte dei costi del team educativo dei centri e l’acquisto di materiale utile allo svolgimento dei corsi (cancelleria, giochi ecc…).
Per dare continuità alle attività educative e di aggregazione socio-culturale per i bambini palestinesi, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!
CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Il progetto è monitorato dal responsabile, presente in loco, attraverso report periodici di aggiornamento.
Nel caso in cui le condizioni del Paese lo permettano, verranno inviati volontari di “aiutare i bambini” in visita al progetto.
GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:
2 febbraio 2011 - Aiuti per i bambini dei campi profughi
30 agosto 2010 - Un sorriso per i bambini dei campi profughi
I bambini durante le attività ricreative
Il campo profughi di Shu'Fat
e il campo profughi di Kalandia
Un bambino attraversa il check-point di Kalandia

