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Adozione a distanza per i bambini della foresta

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Nº progetto: 496

Tipologia: Adozioni a distanza

Campagna: Adozioni a distanza

Paese: Tailandia

Località: Sangkhlaburi

Numero bimbi beneficiari: 162 bambini inseriti nel programma di adozione a distanza

Scopo: Sostegno alle attività di accoglienza e educazione del centro "Children of the Forest" per bambini rifugiati Mon e Karen.

In corso: Si

IL CONTESTO:

Il confine tra Birmania e Tailandia è storicamente abitato da diversi gruppi etnici i cui diritti sono spesso ignorati da entrambi gli stati.
Sia la popolazione dei Karen che quella dei Mon sono originarie della Birmania ma storicamente escluse dalla vita sociale e politica di quel paese. Protagonisti di una ultradecennale persecuzione mai dichiarata, i Karen hanno spesso cercato rifugio in Tailandia, così come i Mon, che pure hanno uno statuto semi-autonomo in una regione di confine birmana. La situazione di disagio sociale in cui vivono le minoranze etniche in Tailandia passa molto spesso inosservata, anche a causa dei drammi che vivono le popolazioni dei paesi vicini (Birmania, Cambogia).
In realtà per i bambini appartenenti ai gruppi etnici Mon e Karen, la situazione di emarginazione è molto grave. Considerati clandestini, più che rifugiati, questi bambini sono in effetti apolidi. Non hanno diritto ad assistenza sanitaria, educazione, protezione.
Spesso orfani di uno o entrambi i genitori (i padri combattono o sono scappati) questi bambini sono spesso vittime di traffici sessuali e di sfruttamento minorile (tanti sono quelli che finiscono a lavorare come schiavi in case tailandesi). Oppure diventano bambini di strada a Bangkok.

Sangkhlaburi è la prima cittadina dopo il passo delle Tre Pagode, al confine con la Birmania (circa 6 ore a nord-est di Bangkok). Qui nei primi anni novanta si è verificato un eccidio di Mon che ha portato centinaia di bambini e famiglie a fuggire in Tailandia. Sangkhlaburi è terra franca, ma i bambini non possono allontanarsene: posti di blocco li fermerebbero e li rimanderebbero in Birmania. I bambini trafficati sono chiusi nel bagagliaio delle macchine per sfuggire ai controlli. Le famiglie vivono in condizioni di grande povertà, con lavori di fortuna e grande rassegnazione. Il disagio fa aumentare la violenza, l'alcolismo, l'emarginazione. A tale situazione si aggiunge il fatto che, nonostante siano nati in Tailandia, ai bambini non viene riconosciuta la nazionalità tailandese. Ciò significa nessuna assistenza pubblica, nessun diritto all'educazione, nessun accesso alle cure sanitarie.


IL PROGETTO:

Il progetto "Children of the forest" è nato nel 2004, in un appezzamento nella foresta vicino a Sangklaburi, dall'idea e dall'impegno del giovane inglese Daniel Hopson, che tuttora vive e lavora nel Centro. L'obiettivo principale è quello di prevenire l'abbandono dei bambini e favorirne l'integrazione sociale attraverso l'accoglienza e l'educazione.
Daniel ha dapprima comprato l'appezzamento di foresta, poi con l'aiuto della famiglia e di alcuni collaboratori, ha costruito le prime semplici strutture in legno, molto simili alle capanne in cui i bambini sono abituati a vivere. Negli anni il centro è molto cresciuto ed è diventato una delle realtà più valide nell'aiuto alle famiglie provenienti dalla Birmania. Children of the Forest è stato dapprima registrato come charity inglese, poi, a fine 2005, come ONG tailandese.
Oggi offre i seguenti servizi:

  • Un centro residenziale per 96 bambini orfani. Si tratta di una grande casa collettiva, gestita da alcune mamme-famiglia e operatori sociali, in cui vivono bambini orfani trovati nelle strade di Sangkhlaburi o provenienti da famiglie nelle quali avevano subito violenza. L'obiettivo è di fornire loro un posto sicuro e accogliente, curarne l'educazione e la salute. In una serie di altre piccole costruzioni vivono altri 23 bambini con la loro madre, ma senza il padre.
  • Una scuola gratuita per 380 bambini figli di rifugiati. I bambini provengono dalle famiglie dei rifugiati Karen e Mon dell'area di Sangkhlaburi. Ogni giorno viaggiano fino al Centro e lì vengono divisi in 8 classi a seconda del loro livello di apprendimento. La scuola è da quest'anno pienamente riconosciuta dalle autorità tailandesi, e permette ai bambini mon e karen di studiare. Oltre all'immediato effetto di evitare che i bambini vivano emarginati nella società tailandese, la scuola di Children of the Forest ha ottenuto un'altro eccezionale risultato. Grazie ad uno specifico accordo dopo 3 anni di permanenza nella scuola, ai bambini viene finalmente riconosciuto lo status di rifugiati e la cittadinanza tailandese.
  • Cure mediche gratuite per tutti i bambini. Dall'anno scorso c'è un medico a tempo pieno nel centro. L'obiettivo è quello di garantire un costante controllo medico ai bambini rifugiati; attualmente, circa 450 bambini vengono visitati ogni mese.
  • Attività di outreach nei villaggi vicino al confine per facilitare l'avvio e il mantenimento di 6 piccole scuole gratuite per 500 bambini, di qualsiasi etnia.
  •  

  • Mother and child protection programme: improntato sull'avvio di attività generatrici di reddito per le madri, soprattutto l'agricoltura e l'allevamento, rivolte alle madri sole o in condizioni disagiate.

    Il numero complessivo di bambini aiutati è di 1000, una cifra impressionante in soli cinque anni di attività.


    COSA FA "aiutare i bambini":

    "aiutare i bambini" ha favorito lo start-up e la crescita di "Children of the Forest" già dal 2006, sostenendo i costi per il Centro Residenziale all'interno del Centro e nel 2007 aiutando sia il centro che la scuola gratuita .

    I risultati, sia in termini quantitativi che di qualità sono molto positivi. I bambini accolti nella casa famiglia sono passati gradualmente dai 40 iniziali ai 162 attuali. Hanno trovato un ambiente sereno in cui vivere, con madri-famiglia che li aiutano a crescere, e una struttura che permette loro di studiare e curarsi. Dal 2006 ha iniziato a lavorare nel Centro un medico a tempo pieno. In tre anni il numero di bambini colpiti da malaria e dengue si è ridotto del 70%.
    La scuola gratuita permette ai bambini di recuperare gli anni persi e ne favorisce il reinserimento nelle scuole pubbliche o private della zona. La totalità dei bambini sopra i 10 anni sa oggi leggere e scrivere.

    Dal 2008 "aiutare i bambini" ha deciso di continuare ad aiutare questi bambini attraverso un programma di adozione a distanza . Nel programma sono coinvolti 162 bambini, di cui 56 del Centro residenziale e 106 della scuola gratuita, anche se i fondi serviranno ovviamente per tutti i bambini. Per l’annualità 2010\2011 il contributo della Fondazione è di 35.100 Euro.

    Per garantire ai bambini un posto sicuro in cui essere accolti e aiutati a crescere, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Per saperne di più sulle adozioni a distanza »


    CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

    Il progetto sarà seguito attraverso rapporti informativi periodici e dall'aggiornamento delle schede dell'adozione a distanza. Viene visitato più volte all'anno da Francesco Caruso, regional manager per l'Asia, e ha già ospitato volontari di "aiutare i bambini":
  • 7 novembre 2010: Cristiano e Marisa visitano i bambini rifugiati a Sangkhlaburi
  • 25 gennaio 2010: Istruzione e cure mediche per i bambini della foresta
  • 17 febbraio 2008: Divertimento e giochi con le "valigie delle meraviglie", i volontari Marsia e Gianluca sono stati a visitare il progetto 
  • L'adozione a distanza garantirà ai bambini cibo, cure, educazione, assistenza.

    Per aderire ad un'adozione a distanza sono sufficienti 20 Euro al mese:

    adotta anche tu un bambino a distanza!

    Il volontario Roberto Fornari con i bambini del Centro

    Il gruppo dei bambini del Centro