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CUORE DI BIMBI ASIA: i primi risultati

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Il progetto “Cuore di bimbi Asia” intende realizzare nel corso di un triennio 24 missioni di specialisti in cardiochirurgia infantile per operare al cuore bambini cardiopatici e trasferire in loco conoscenze e competenze tecniche.

Il progetto si rivolge a tutta l'Asia, e ha preso avvio nel gennaio 2009. A 6 mesi dall'inizio si possono già evidenziare i primi risultati positivi. Grazie all'egregio lavoro del dr. Vanini e dei team da lui coordinati sono state realizzate 4 missioni :

- Febbraio 2009 in Kazakistan, presso lo Syzganov Centre of Surgery di Almaty.
In questa prima missione (documentata anche dalle immagini della troupe della Fabbrica del Sorriso e dalla testimonianza di Chiara Parisi) sono stati visitati ben 80 bambini, di cui poi 16 sono stati operati chirurgicamente mentre per 10 di loro si è intervenuti con un cateterismo (una tecnica meno invasiva ma non sempre possibile). In un estratto della sua relazione il Dr. Vanini commenta così: "Era la nostra prima volta in Kazakistan e l’organizzazione di questa missione ha richiesto un notevole impegno da parte di tutti. Particolare attenzione è stata riservata al materiale da portare che si è voluto vario ed abbondante, non essendo ben a conoscenza di quello che avremmo trovato. Devo dire che l’accoglienza è stata ottima e abbiamo ricevuto molta collaborazione. L’organizzazione era perfetta con tre sale operatorie sempre in funzione per noi e con gli anestesisti che preparavano i malati senza alcuna perdita di tempo e alternando i pazienti in tempi ben calibrati. In media facevamo 3-4 interventi al giorno e questo ci ha permesso di operare un buon numero di bambini in pochi giorni. I cardiopatici operati avevano un’età tra i 4 mesi e i 12 anni e le diagnosi comprendevano Difetti Interventricolari (DIV) ipertesi, Tetralogie di Fallot, Difetti Interatriali (DIA), Coartazione aortiche." 

- Marzo-Aprile 2009 in Uzbekistan, presso il Centro Specialistico "V.Vahidov" di Taskent.
In questo centro il Dr. Vanini aveva già lavorato in passato, ed è stato più facile pianificare il materiale da portare e la logistica. Sono stati visitati con ECO 45 bambini con diverse patologie, operati 10 bambini e realizzati 6 cateterismi diagnostici.
"Lo scopo della missione era di focalizzarsi sulla cura di bambini “grandicelli”, cioè sopra i 4 anni, perché l’esperienza del team locale è ancora insufficiente per i pazienti più piccoli. Il personale di sala operatoria è stato molto disponibile ad accettare consigli ed insegnamenti, sia al tavolo operatorio che fuori. In sala operatoria, nonostante il poco materiale vecchio e/o mal gestito, le infermiere sono professionalmente brave.Durante il meeting formativo che è stato organizzato, la nostra strumentista ha tenuto una lezione sulla manutenzione e sterilizzazione  degli strumenti, ha spiegato come proteggersi dalle punture di taglienti ed aghi sia durante la seduta operatoria che fuori e come smaltire il tutto; ha poi spiegato il corretto comportamento al tavolo operatorio e quali accorgimenti usare con il paziente neonato, oltre al corretto lavaggio delle mani.
Il bilancio della settimana trascorsa è senz’altro positivo, anche se è urgente un miglioramento della cardiologia di base: molti pazienti presentavano diagnosi sbagliate e la gestione clinica del malato non era adeguata. E’ importante, oltre la parte tecnica, che è quella preponderante delle nostre missioni, avviare un programma didattico mediante “stages” in centri all’avanguardia nel campo della cardiologia e cardiochirurgia pediatrica. Di molto positivo è il grande entusiasmo e la voglia di fare che abbiamo riscontrato sia tra i colleghi più giovani sia tra gli anziani, il che fa ben sperare nella possibilità di ottenere buoni risultati in futuro".

- Aprile-Maggio 2009 in Nepal, presso l'Ospedale "Shahid Gangalan" di Kathmandu.
In questo ospedale (l'unico in tutto il Nepal ad occuparsi di cardiochirurgia pediatrica) "aiutare i bambini" interviene in due modi: sia sostenendo una missione medica del Dr. Vanini, che ha permesso di operare 11 bambini e di visitarne molti altri, sia sostenendo un progetto per operare al cuore direttamente in Nepal 30 ragazzini di 15-18 anni, sviluppando contemporaneamente un programma di attenzione alle famiglie in collaborazione con Help Nepal.
Rispetto alla missione del Dr. Vanini, il team era composto da due chirurghi, un cardiologo, un anestesista, un tecnico perfusionista e un'infermiera. Ecco di seguito un estratto della relazione dell'anestesista Pier Antonio Furfori:
"È stata una strana missione. Con attività a singhiozzo, e relativamente tanto tempo libero. Ci siamo resi conto che hanno bisogno di aiuto, ma dobbiamo calibrare l'aiuto che possiamo dargli. Non sono ancora pronti alla chirurgia del neonato, e non gli serve nemmeno, perché la diagnostica precoce -per ora- è inesistente, quindi quasi tutti i bambini cardiopatici, che arrivano all'osservazione, sono piuttosto grandi. Fanno bene la chirurgia che gli si presenta più spesso, ma sono un po' in affanno sulle correzioni più complesse, specialmente nel postoperatorio. Gli abbiamo proposto di selezionare i bambini con una certa cardiopatia congenita, (Fallot, Ebstein) noi gli potremmo far vedere come li trattiamo. È una sfida interessante, perché ci viene chiesto qualcosa di nuovo. Siamo abituati a collaborare direttamente ed attivamente alla chirurgia, all'anestesia ed alla terapia intensiva. I centri con cui abbiamo lavorato finora sono meno evoluti di questo. Ancora una volta abbiamo ricevuto più di quel che abbiamo dato..."
 
- Giugno 2009 di nuovo in Kazakistan, presso Syzganov Centre of Surgery di Almaty, dove si è data continuità all'intervento di formazione iniziato a febbraio e dove si sono operati e visitati altri bambini (i dati della missione saranno presto disponibili). Una bella notizia relativa alla formazione degli operatori locali riguarda il fatto che ben 5 giovani professionisti dello Syzganov Centre (2 cardiochirurghi, 1 perfusionista e 2 anestesisti) sono da poco arrivati in Italia dove frequenteranno la International Heart School di Bergamo. Il loro impegno sarà decisivo per trasferire In Kazakistan competenze tecniche specifiche finora assenti.

In conclusione i primi sei mesi dall'avvio del progetto sono stati assai positivi. "aiutare i bambini" ringrazia il dr. Vanini e i suoi collaboratori per il grande impegno e la professionalità, la Fabbrica del Sorriso per la fiducia accordata alla fondazione, e tutti gli amici e i sostenitori per l'aiuto offerto in questa importante fase di avvio del progetto.

 



Uno degli interventi

L'équipe medica

Lo strumento ECO

L'ospedale in Nepal