ITALIA: operati al cuore quattro bambini dello Zambia!
La Fondazione “aiutare i bambini” ha incontrato a San Donato i bambini operati nel mese di ottobre grazie al progetto Cuore di Bimbi Zambia-Italia e i genitori che li hanno accompagnati. Tutti gli interventi hanno avuto pieno successo, i bambini stanno bene e tra poche settimane torneranno nel loro Paese.Chanda, Chabala, Grace e Beenzu sono venuti in Italia per essere operati perché in Zambia non esiste la possibilità di usufruire di cure cardiochirurgiche. Le liste d'attesa per i candidati agli interventi al cuore sono estremamente lunghe, ma i piccoli pazienti affetti da gravi cardiopatie non possono aspettare. Per questo “aiutare i bambini” collabora già da anni con l’associazione Cuore Fratello, che si occupa di curare bambini gravemente cardiopatici provenienti oltre che dallo Zambia anche da altri paesi nella stessa situazione, facendoli operare presso il policlinico di San Donato Milanese, con cui è stata stipulata un’apposita convenzione.
I quattro bambini sono stati selezionati nell’ospedale del distretto di Kafue, facente parte della provincia di Lusaka. Un mese prima della loro partenza è stato organizzato, come da programma, un incontro in loco per favorire la conoscenza dei genitori e dei bambini tra loro. Una volta in Italia, il gruppo si è ritrovato prima in ospedale a San Donato e poi presso la vicina casa accoglienza di Cuore Fratello per la degenza.
Chanda è una bellissima bambina di quattro anni che abbiamo incontrato alla casa accoglienza, poiché era già stata dimessa dall’ospedale. Il papà ha raccontato che provengono da un villaggio molto distante dalla capitale Lusaka, a circa 350 km. La bimba ha iniziato a star male all’età di sei mesi; aveva spesso la febbre e non riusciva a fare lunghi tragitti senza essere presa in braccio. Ottenere la diagnosi non è stato semplice, la famiglia ha girato ospedali e cliniche private, infine i medici hanno diagnosticato alla bimba una stenosi polmonare che non poteva essere curata in Zambia. A San Donato il papà l’ha assistita per quattro giorni in ospedale; fortunatamente è bastato un cateterismo per risolvere la cardiopatia e il quinto giorno la bambina è stata dimessa. Chanda ora sta bene, sorride e gioca con gli altri bambini e anche il papà è finalmente tranquillo.
Chabala ha un anno e mezzo ed è l’unica bimba ancora in ospedale: sarà dimessa nei prossimi giorni. La mamma è sempre con lei e non vede l’ora di tornare a casa. Chabala soffre di Tetralogia di Fallot, questo è stato il secondo intervento e tra due anni dovrà sottoporsi all’ultima operazione. L’intervento è stato più complicato perché i medici hanno dovuto operare a cuore aperto, ma per fortuna è andato tutto bene.
Beenzu ha tre anni ed è l’unico maschietto del gruppo. Lo abbiamo incontrato alla casa accoglienza con la sua mamma. Gli era stata diagnosticata ad appena tre giorni di vita la stenosi di un’arteria polmonare, patologia che nessuno in Zambia ha mai potuto risolvere. Il gemello di Beenzu aveva la stessa patologia e per questo ha perso la vita a soli tre mesi. La mamma di Beenzu era molto preoccupata, ma l’operazione per fortuna non è stata invasiva perché anche in questo caso è bastato un cateterismo. Oggi Beenzu sta bene, gioca nella casa accoglienza di San Donato e la sua mamma vede che sta crescendo come un normale bambino e acquistando la forza che non ha mai avuto. Presto potrà tornare a casa e unirsi ai suoi compagni per le partite a pallone, il gioco che ama.
Grace ha compiuto quattro anni ad ottobre, la sua mamma è molto timida e ci racconta di aver passato dieci giorni in ospedale. Grace soffre dall’età di un anno di canale-atrio-ventricolare in destrocardia, e prima di venire in Italia frequentava con molta fatica l’asilo. Qualsiasi movimento era uno sforzo troppo grande e si sentiva sempre molto stanca. La sua operazione è stata tra le più complicate: è durata dieci ore ed ha previsto un intervento a cuore aperto che per fortuna ha avuto successo. La bimba ha ancora i punti, ma i medici hanno detto che si riprenderà presto.
Non appena uscirà dall’ospedale l’ultima bambina, Chabala, il gruppo rientrerà in Zambia e ad intervalli stabiliti i bambini verranno sottoposti a dei controlli anche in loco.
Per salvare la vita di bambini cardiopatici, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!





