SERBIA: il vostro aiuto è indispensabile!
Una missione di monitoraggio è stata effettuata nei giorni scorsi da Stefano Oltolini, Responsabile dell’Ufficio Progetti, e Clelia Cazzaniga, Desk di riferimento dell’area.La visita ha permesso di valutare positivamente l’impatto dei benefici dei progetti sui bambini.
L’asilo Rom, per i bambini del quale la Fondazione ha attivato un’adozione a distanza di gruppo, è uno chalet accogliente e pulito: un posto dove i bambini giocano sereni e svolgono attività interessanti e adatte alla loro età. Nell’asilo sono presenti quattro educatori che a turno controllano i bambini e distribuiscono loro una merenda sostanziosa, anche a base di frutta.
Il progetto è di fondamentale importanza: per i bambini questa è l’unica possibilità di ricevere un’istruzione e un’educazione. Stanno insieme divertendosi e sono contenti di frequentare un posto in cui possono esprimere la loro creatività: gli educatori, infatti, organizzano attività quali canto, balli, teatri e spettacoli di marionette, oltre a lavori di gruppo e attività individuali specifiche.
L’asilo è fornito di giochi, libri e poster appesi sui muri. C’è anche una televisione con lettore DVD donata dai volontari che avevano visitato il progetto, che permette ai bambini di ascoltare la musica che tanto amano.
La referente di progetto in loco, Anita Petrovic, ha testimoniato come i bambini che frequentano l’asilo con il tempo abbiano migliorato le loro abitudini e il loro stile di vita: sono più puliti e più sani.
Una struttura adiacente all’asilo è stata ristrutturata e rifatta completamente a nuovo; qui si svolgono le riunioni con la comunità ROM e con i genitori dei bambini, che partecipano con interesse: si organizzano lezioni base di igiene e importanti azioni di sensibilizzazione, ad esempio sulla prevenzione delle malattie o su HIV e AIDS.
C’è ancora molto da lavorare per migliorare le condizioni di vita dei bambini, e creare un ambiente più salubre e vivibile, per questo si vuole stringere il rapporto di partenariato con la referente di progetto e affiancarla in un percorso che permetta al progetto di svilupparsi ulteriormente.
È stato poi visitato il Centro per malattie neuromuscolari, dove la Fondazione ha ristrutturato gli spazi per la fisioterapia ed ha acquistato attrezzature riabilitative, e la piccola struttura di accoglienza che ospita i bambini disabili, per la quale si aiuta nelle spese di prima necessità, quali cibo e medicinali.
I bambini del progetto effettuano terapia fisico-riabilitativa presso il centro sanitario Toplika di Prokupije, e durante il giorno ricevono cure e generi di prima necessità presso la struttura di accoglienza. I referenti di “aiutare i bambini” hanno apprezzato l’entusiasmo e la premura con cui sono seguiti gli utenti, che senza il progetto non riceverebbero alcuna attenzione e sarebbero probabilmente abbandonati a un destino triste. Al fine di migliorare ulteriormente la condizione dei bambini, si cercherà, attraverso un lavoro di rete, di coinvolgere enti esterni per professionalizzare gli operatori che seguono i bambini e rendere più efficaci le importanti attività di riabilitazione psico-fisica.
Si sono notati i sorrisi di bambini sereni, perché amati.
Una visita è stata fatta anche alla Scuola speciale, dove Stefano Oltolini e Clelia Cazzaniga hanno parlato con il Direttore della scuola e incontrato i bambini: la struttura è risultata migliorata rispetto agli anni passati, e notevole è stato il cambiamento apportato dalla Fondazione che ha finanziato una piccola palestra per la riabilitazione dei bambini disabili. Ora il progetto riceve fondi privati, contributi dal Ministero degli Affari Sociali e dal Comune di Prokupije.
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