ERITREA: accoglienza e un pasto sicuro per i bambini di Ghinda
A Ghinda, le Suore Missionarie Comboniane gestiscono da molti anni un asilo che ospita bambini provenienti da famiglie estremamente povere.I bambini iscritti all'anno scolastico 2009/10 che già frequentano sono 107; alcuni di loro stanno ripetendo l'anno, mentre circa 2/3 sono nuovi.
Grazie all'adozione a distanza di gruppo avviata nel 2002, i 39 bambini sostenuti da "aiutare i bambini" hanno tutto quello di cui hanno bisogno: oltre al pagamento della retta scolastica, viene fornita loro la divisa, il materiale scolastico e la merenda. Anche ai bambini non adottati a distanza viene data la merenda; la scarsità di grano nel Paese spesso infatti non permette alle famiglie di dare ai propri figli un'alimentazione sana e regolare. Il sostegno di "aiutare i bambini" contribuisce a coprire in parte anche lo stipendio delle maestre, della donna delle pulizie e del guardiano.
I bambini sono divisi in 2 gruppi in base all'età (4 e 5 anni) e arrivano all'asilo la mattina tra le 7.30 e le 8.
La loro giornata è così gestita: dopo avere cantato l'inno eritreo, entrano in classe e svolgono le lezioni come previsto dal programma governativo; a metà mattinata li attende una pausa ricreativa durante la quale viene fornita loro la merenda (che varia ogni giorno: pane e marmellata, banane e pane, datteri, biscotti...). Le lezioni prevedono l'insegnamento ai bambini delle basilari norme igieniche e sanitarie e viene stimolato il confronto e il colloquio tra i bambini e le maestre.
I bambini sono tutti sani e frequentano regolarmente la scuola, dove convivono bambini di religione mista cristiana e musulmana. In un Paese in crisi e con un forte bisogno di aiuto, le famiglie sono molto felici e riconoscenti del servizio offerto ai loro figli e sanno che ai loro bambini viene data una base per affrontare la vita e un'alimentazione sicura.
Suor Lettemehert ringrazia per il sostegno ricevuto, senza il quale non sarebbero state in grado di avviare l'attività.
Per saperne di più sull’adozione a distanza »




