REP. DOMINICANA: è salito il numero dei bambini accolti
Dopo il terribile terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio scorso, il numero dei rifugiati haitiani verso la Repubblica Dominicana è notevolmente aumentato e di conseguenza anche il numero dei bambini che frequentano il Centro che “aiutare i bambini” sostiene ad Arroyo de Leche attraverso un progetto di adozione a distanza.I bambini, che sono attualmente 120, accedono al Centro in due turni (mattina e pomeriggio) e, grazie all’aiuto che ricevono, la loro alimentazione e le cure mediche sono migliorate notevolmente. Anche le condizioni di salubrità del territorio circostante sono cambiate, grazie alla costruzione di una latrina e all’installazione di 8 chilometri di tubature per portare l’acqua potabile al Centro.
Nel mese di marzo, la volontaria Marina Brolatti ha visitato i progetti che la Fondazione sostiene in Repubblica Dominicana attraverso l’associazione “Los Amiguitos de Cristo”: di seguito uno stralcio del suo diario, nel quale racconta la sua visita al Centro di Arroyo de Leche:
“Mercoledì 10 marzo sono andata a visitare il centro situato in montagna accompagnata dal marito di Karen (ndr. Padilla, responsabile del progetto). Il luogo non è facilmente accessibile, ci si arriva solo in moto o con il mulo. Quando piove le ‘strade’ diventano impraticabili e a volte diventa impossibile attraversare il fiume che si trova nei pressi di molte baracche/abitazioni. Inoltre, la ‘scuola’ non è una costruzione in muratura ma solo una tettoia in uno spazio aperto. Anche qui i bambini si alternano mattino / pomeriggio. Ci sono due insegnanti che si occupano dei piccoli in base all’età, ma non ci sono classi separate. Il cibo (pranzo e merenda) viene preparato in una casa a un paio di chilometri di distanza e si trasporta lì a piedi. Ora la priorità di Karen sarebbe quella di trovare un finanziamento per poter costruire una struttura in muratura, dal momento che il terreno è già proprietà del centro. Nel frattempo è riuscita a far arrivare l’acqua. Qui le condizioni sono molto più complesse ed è anche più difficile far sì che tutti i giorni questi bambini si presentino al Centro. Per questo Karen e il marito cercano di coinvolgere i genitori (quando ci sono) e di responsabilizzarli. Sono tornata un paio di volte a trovare i bambini. Non ho potuto farlo più spesso perché è piovuto molto e come ho detto la strada è difficoltosa.”
Leggi il diario di Marina »
Per saperne di più sulle adozioni a distanza »





