REP. DOMINICANA: missione ufficiale della Fondazione
Arianna Plebani, desk America Latina per la Fondazione “aiutare i bambini”, a metà settembre si è recata in Repubblica Dominicana e Haiti per una missione di valutazione di alcuni progetti. In particolare in Repubblica Dominicana si è fermata da Karen Padilla, la responsabile di due progetti di adozione a distanza sostenuti dalla Fondazione a Monte Llano e a Arroyo de Leche, e del progetto "Costruzione di un nuovo centro per 120 bambini"La Repubblica Dominicana, nonostante la sua importante attrattiva turistica, è comunque un Paese pieno di contraddizioni e di problemi ancora irrisolti. Sicuramente il rapporto conflittuale con la vicina Haiti e di conseguenza l’immigrazione clandestina giocano un ruolo determinante. Ma è importante non dimenticare che anche molti dominicani vivono in povertà e che i proventi di questa grande macchina turistica di massa troppo spesso non rimangono certo a beneficio del Paese.
Puerto Plata si trova in una zona molto calda ed umida, piove tutto l’anno e la vegetazione è molto rigogliosa. Era una città prevalentemente turistica: lungo le spiagge dorate si susseguono ancora oggi grandi resort all inclusive ormai vecchi e soprattutto quasi vuoti. Anche l’industria della canna da zucchero ormai non esiste più. Era infatti durante la dittatura di Balaguer (presidente dominicano successore ideologico di Trujillo e al suo primo mandato negli anni 60) che Puerto Plata fu meta di tutti gli haitiani che riuscivano ad ottenere un visto trimestrale per lavorare come braccianti.
È proprio da questa massiccia immigrazione che nasce Monte Llano, un quartiere della città di circa 50.000 abitanti (80.000 se si considerano anche i non registrati) abitato principalmente dai rifugiati che, perso il lavoro, sono rimasti comunque lì.
Le problematiche maggiori che affliggono l’infanzia sono sicuramente la malnutrizione, così come la situazione sanitaria e scolastica. La disoccupazione rappresenta la piaga più grande per le famiglie ed è anche a causa di questo malcontento che la violenza dilaga.
I progetti visitati si occupano principalmente di dare accoglienza a bambini rifugiati haitiani per permettere loro di integrarsi e ricevere un’educazione. L’opera è anche un encomiabile sforzo verso la responsabilizzazione delle famiglie e la convivenza pacifica tra haitiani e dominicani.
In tutte le visite Arianna è stata accompagnata da Karen Padilla, una persona molto competente e con tante utili conoscenze (quasi un’istituzione a Monte Llano) che dedica anima e corpo a questo suo progetto.
Il centro di Monte Llano in pianura ospita attualmente circa 170 bambini alla mattina e una quarantina nel pomeriggio. I bambini vengono divisi per età (piccoli, kinder, pre-primaria, dal primo all’ottavo anno) e seguiti da educatrici. La loro attività principale è lo studio, ma ricevono anche pulizia, cibo e cure mediche. 14 persone ruotano normalmente intorno alla struttura, tutte volontarie.
I bambini che frequentano il centro vanno alla scuola pubblica di Monte Llano che accoglie tra mattina e pomeriggio quasi 2000 alunni, dalle elementari al liceo. Karen è riuscita ad ottenere questo importante risultato in accordo con la direttrice della scuola, il distretto regionale ed il ministero dell’istruzione. In questo modo tutti i bambini, anche non in possesso di documenti, possono frequentare la scuola fino all’ottavo anno.
Il progetto cerca comunque di dare una possibilità anche ai ragazzi che hanno completato il ciclo di studi obbligatorio (ma che non possono accedere agli studi superiori per mancanza di documenti) organizzando corsi professionali la sera o nei fine settimana.
Il problema principale del centro è la struttura troppo piccola e inadeguata alle esigenze (e con un affitto molto caro di circa 300 euro al mese). Karen si sta muovendo, anche con il supporto del nuovo sindaco per l’acquisto di un terreno di almeno 1000-1500 metri quadrati sul quale vuole costruire una nuova struttura.
La situazione in montagna è molto più precaria. Per raggiungere il centro è necessario andare in moto e percorrere una strada lunga, sterrata e fangosa.
Attualmente i bambini si trovano presso l’abitazione di una volontaria che dona lo spazio intorno alla sua casa per le attività quotidiane. Viene servito un pranzo e i piccoli hanno vestiti puliti. La mattina ci sono circa 110 bambini, mentre nel pomeriggio ce ne sono solo 25. Dopo pranzo i bambini si dirigono a piedi fino alla scuola pubblica di Monte Llano (più o meno due ore di cammino). Intorno alla struttura ruotano 10 persone, più una professoressa assegnata dal municipio e pagata dal ministero dell’istruzione.
La nuova struttura è ancora in fase di costruzione perché tutto dipende molto dal tempo atmosferico. Secondo Karen per ottobre/novembre potrebbe essere pronta e si terrà quindi l’inaugurazione. La struttura sarà suddivisa all’interno in quattro aule, avrà due bagni (dotati di cisterna che periodicamente verrà svuotata dal servizio comunale) e una cucina a gas. Sarà dotata di elettricità ed acqua corrente. Gli arredi saranno quelli già utilizzati precedentemente. All’esterno il comune ha promesso di regalare uno spazio gioco per i bambini. Karen cementificherà il cortile in modo da renderlo agibile anche con le piogge e dedicherà uno spazio per la cucina a legna esterna. Inoltre c’è un piccolo spazio adibito a orto coltivato dai padri dei bambini dove pianteranno ortaggi e frutta utili per la dieta dei bambini.
Karen si sta mobilitando affinché il comune possa sistemare la strada ed hanno già fissato un incontro in loco. È già nata comunque una Junta de vecinos di circa 30 persone che ha come obiettivo quello di sensibilizzare il vicinato e raccogliere fondi per sistemare la zona dove vivono.
Aiutaci anche a continuare a sostenere i bambini rifugiati da Haiti! »
Arianna Plebani con alcuni bambini del progetto
Un'aula
La parte esterna del centro

