CAMEROUN: la volontaria Samuela Castellotti visita le carceri
Il progetto è stato visitato nel mese di ottobre dalla volontaria Samuela Castellotti, che ha visitato le carceri di Bafoussam e di Bamenda. Di seguito gli aggiornamenti riguardanti le due diverse strutture.Le carceri di Bafoussam
La volontaria, accompagnata nella sua visita da Padre Gioacchino, ha incontrato il responsabile della prigione e parlato con alcuni minori, avendo quindi la possibilità di verificare direttamente con i beneficiari i risultati del progetto ad oggi realizzato. La visita ha inoltre permesso a Samuela di farsi un’idea delle condizioni in cui vivono i prigionieri di Bafoussam e di meglio comprendere il funzionamento del sistema giuridico camerunense.
Da quanto emerso dalle testimonianze raccolte i risultati del progetto sono ottimi e hanno cambiato in modo sostanziale le condizioni di vita non solo dei minori, che erano i destinatari finali del progetto, ma anche degli altri prigionieri delle carceri.
Infatti il completamento dell’impianto idrico nell’area riservata ai minori ha permesso poi, attraverso la costruzione di semplici allacciamenti, di portare l’acqua anche nelle zone riservate a uomini e donne.
L’accesso all’acqua ha portato ad una forte diminuzione delle malattie, in particolare della scabbia, ad un miglioramento profondo delle condizioni igieniche e abbassato il livello di malumore all’interno delle carceri che rischiava di portare ad una rivolta dei prigionieri.
Esasperati dalle condizioni di vita disumane si erano infatti verificati tumulti e proteste che potevano presto degenerare in un vero e proprio tentativo di rivoluzione.
Dal colloquio avuto con il responsabile delle carceri è emerso quanto sia stato apprezzato l’intervento della Fondazione non solo da parte dei beneficiari finali, ma da tutto il personale della struttura carceraria.
Preoccupanti rimangono, invece, le problematiche legate alle radici del sistema legislativo camerunese che non tutela minimamente i diritti dei prigionieri, in primo luogo quelli dei minori. Dai colloqui avuti con i ragazzi, emerge, infatti, che bambini di età compresa tra i 9 e i 16 anni giacciono in prigione da mesi, senza avere ancora avuto diritto alla prima istruttoria, perché hanno rubato un libro al compagno di scuola o perché bruciando della spazzatura hanno dato per errore fuoco alla scuola. Non si vuole qui valutare la gravità o meno dell’atto, ma il diritto alla conoscenza della pena e del proprio destino, il diritto a vivere in condizioni umane anche se si è sbagliato, il diritto alla presunzione di innocenza piuttosto che di colpevolezza.
Dalla visita è emersa inoltre una concreta possibilità di miglioramento delle condizioni di vita dei prigionieri, attraverso l’ampliamento della struttura attuale.
Nelle immediate vicinanze è, infatti, presente un enorme terreno di proprietà governativa, attualmente inutilizzato. I cappuccini hanno già provveduto due anni fa alla richiesta di utilizzo di tale spazio alle autorità competenti, per la costruzione di nuovi edifici o nuovi spazi, dove poter ad esempio far fare sport ai ragazzi, permettergli di giocare e alleviarne così l’inattività forzata, che rimane un’altra piaga nella vita di questi bambini. Al momento tuttavia non è stata ancora ricevuta alcuna risposta governativa, il che lascia ben poco sperare per la realizzazione di questo progetto.
Le carceri di Bamenda
La volontaria, accompagnata nella sua visita da Padre Gioacchino, ha avuto la possibilità di assistere ad una presentazione ufficiale per ringraziare la Fondazione del contributo erogato in passato, durante la quale sono stati eseguiti balli e canti di benvenuto e si è tenuto un discorso ufficiale in cui sono state presentate le nuove attuali esigenze delle carceri.
Durante la sua visita, Samuela, ha potuto anche verificare l’esistenza e lo stato dei letti messi a disposizione della Fondazione nel lontano 2003.
Sebbene ancora presenti nella struttura e trattati con rispetto dai prigionieri, essi risultano forse oggi un po’ obsoleti, soprattutto i materassi.
I pc che la Fondazione ha messo più recentemente a disposizione per la formazione dei prigionieri risultano invece perfettamente funzionanti e sono considerati sia strumenti utili di insegnamento che di svago.
Rispetto alla situazione delle carceri di Bafoussam, possiamo dire che la situazione di questi prigionieri risulta più umana, gli spazi visitati risultano infatti di dimensioni maggiori e più confortevoli. Nonostante ciò sono da sottolineare le pessime condizioni della cucina a disposizione dei carcerati, che risulta inadeguata al servizio che si vuole offrire. Il pavimento risulta infatti quasi completamente distrutto a causa dei fuochi che vengono accesi dai prigionieri che cucinano del cibo proprio.
Come indicato per le carceri di Bamenda si sottolineano le problematiche legate al sistema legislativo camerunense e alla mancanza del rispetto dei diritti dei carcerati, con particolare riferimento a quelli dei minori.
Continua ad aiutare i bambini rinchiusi nelle carceri di Bafoussam e di Bamenda per portare l’acqua nelle carceri, rifare il tetto, garantire il salario dei maestri per la formazione professionale! Aiutaci ora!
Samuela in visita al progetto
Acquedotto di Bafoussam
I dormitori dei ragazzi
Samuela durante una lezione
Formazione professionale

