NEPAL: bambini di strada reinseriti nel tessuto sociale
La Fondazione sostiene parte dei costi legati all’accoglienza, cibo, cure sanitarie e soprattutto all’educazione dei bambini di strada di Kathmandu attraverso un progetto di adozione a distanza.Luigi Porcella, direttore di HelpNepal, ci aggiorna sui bambini di Hamro Ghar:
“Innanzitutto, il numero dei bambini che decidono di far parte della grande famiglia di Hamro Ghar è in continua crescita. Negli ultimi sei mesi ci sono stati più di 30 nuovi inserimenti. Questo sicuramente anche grazie alla professionalità di Surrendra e di Deepak, rispettivamente, l’educatore e il direttore della struttura. Essi, infatti, conoscono estremamente bene l’area in cui operano e sono in contatto quotidiano con decine di famiglie. Grazie all’acquisita conoscenza del territorio e senza dubbio alle loro capacità personali, intorno alla nostra struttura girano sempre ben più di 100 bambini al giorno.
E’ per noi un grande successo rimanere quanto più possibile in contatto con le famiglie d’origine, ove sia opportuno. Questo per favorire il reinserimento dei nostri piccoli ospiti nel loro naturale ambiente familiare. E’ con gran gioia infatti che siamo riusciti a riavvicinare 27 ex bambini di strada al loro nucleo familiare. Ciò è stato possibile grazie a un graduale reinserimento nella società dei bambini stessi, ma anche da una presa di coscienza da parte delle famiglie, sull’importanza di mandare i propri figli a scuola piuttosto che a chiedere l’elemosina”.
“aiutare i bambini” ha cofinanziato i lavori di ampliamento e ristrutturazione di Hamro Ghar, che è ora completamente funzionante. I ragazzi hanno qui l’opportunità di dormire, studiare, mangiare e imparare un mestiere, grazie anche alla professionalità dello staff che li segue:
“Lavorano ormai a pieno regime entrambe le strutture di Hamro Ghar. Avere diviso l’area notte maschile da quella femminile permette una maggiore elasticità relativamente ai nuovi arrivi. I bambini possono decidere di entrare a far parte del progetto, come è giusto, gradualmente, senza il “pericolo” che qualcuno rubi loro il posto.
Tra l’altro, proprio lo scorso settembre, al piano terra del nuovo edificio, è stato inaugurato il training center per panettiere pizzaiolo, che sta riscuotendo un grandissimo successo tra i ragazzi che lo frequentano e sono sempre più coloro che fanno richiesta di ammissione. Anche in questo caso, molto del successo è dovuto a Rajan, il panettiere che gestisce il corso stesso. Infatti, anche lui è stato bambino di strada, e grazie alla sua tenacia è riuscito a costruirsi un futuro (infatti oltre a fare il panettiere e a fornire numerosi locali di Kathmandu, è anche una guida turistica accreditata e parla correntemente oltre al nepalese anche l’inglese e l’italiano). E’ quindi per i suoi alunni un ottimo esempio da seguire sotto diversi punti di vista.
Le prime pizze sono già state sfornate e sono state molto gradite dai piccoli ospiti che per adesso fanno volentieri da “cavie” ai loro amici. Presto inizierà anche la produzione di pane su base quotidiana ed entro qualche mese possiamo ragionevolmente pensare che qualcuno di questi ragazzi sarà ormai autonomo e uscirà dal progetto forte di una solida professionalità.
Non finiremo mai di ringraziarvi per tutto il sostegno che ci date e ci avete dato e che ci permette di dare quotidianamente una concreta speranza a tanti bambini”.
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Grazie alle adozioni a distanza
i bambini sono accolti ogni giorno in un ambiente sereno
in cui crescono imparando le regole della vita,
la gioia dello stare insieme,
e le nozioni scolastiche di base.

