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CATANIA: spazi per crescere insieme

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Alessandro Volpi, responsabile dei progetti Italia e Antonio Torresi, volontario, hanno incontrato Annamaria De Luca, responsabile del progetto e i referenti della cooperativa Prospettiva, operante presso il Centro di aggregazione giovanile “Il Crogiolo.

La visita, realizzata dopo otto mesi dall’inizio del progetto, ha permesso la verifica e la piena soddisfazione di quanto la coop. Prospettiva, in forte collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria Infantile catanese, attua in favore dei giovani accolti.

Ecco la testimonianza di Alessandro e Antonio:
“Siamo accolti all’interno di un ambiente ampio, ben tenuto e ricco di verde, con attrezzature per attività ludiche per i più piccoli, un piccolo campo di calcio a sette e uno da pallavolo. Visitiamo i laboratori. Multimediale, con dieci postazioni computer; Artistico, con creazioni in vario materiale spesso di riciclo, come abiti, maschere, personaggi presepiali (attività molto quotata nella zona catanese), artigianato vario; Musicale, ben dotato dal punto di vista strumentale. Importante la presenza di un ulteriore laboratorio, quello in cui si ritrovano alcune mamme dei ragazzi accolti che, sotto la guida di una di loro esperta in lavorazioni artigianali, realizzano oggetti in terracotta di fine fattura e che successivamente vengono venduti durante l’anno in occasione di banchi raccolta fondi per il centro. Quest’opportunità d’incontro tra mamme consente una conoscenza e uno scambio di esperienze comuni molto importante, sia per loro che come ricaduta sui figli.

Uno dei due educatori finanziati dal nostro intervento, riferisce che il contributo della Fondazione “aiutare i bambini” è stato importante per poter sviluppare interventi di contrasto alla dispersione scolastica, soprattutto in un territorio come quello catanese dove l’ente pubblico non ha risorse sufficienti a garantire un sostegno costante alle attività sociali.”

I ragazzi coinvolti quotidianamente nel progetto finanziato sono dieci e di età compresa tra i dieci e i tredici anni.
Il numero contenuto dei ragazzi si giustifica per la tipologia degli interventi realizzati.
Si è reso necessario costruire un percorso educativo che comprendesse tecniche e interventi specialistici individualizzati, alcuni diagnosticati come “border line”.
L’attività della coop. Prospettiva nel contrasto della dispersione scolastica è ben radicata e conosciuta sul territorio.
Il forte coinvolgimento dei nuclei familiari interessati potrebbe portare in un prossimo futuro all’apertura di un servizio per la prima infanzia, come ulteriore sostegno alla famiglia in condizioni temporanee di fragilità.

La professionalità e la serietà dello staff, ha permesso di recuperare i ragazzi e di rimotivarli alla scuola e ad un progetto di vita responsabile.

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Il campo di calcetto

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