MILANO: nel quartiere Baggio contro l’abbandono scolastico
Il Centro diurno “Nella soglia” ha l’obiettivo di contrastare l’abbandono scolastico nel quartiere milanese di Baggio. “aiutare i bambini” finanzia una delle figure educative che seguono le attività del doposcuola e delle azioni connesse.Come da tempistiche previste, nello scorso mese di settembre presso la parrocchia di S. Apollinare di Baggio ha preso avvio il centro diurno supportato da “aiutare i bambini”. Dopo la costituzione dell’equipe formata da due educatori e un coordinatore si è passati alla condivisione delle linee progettuali con le figure dei responsabili oratoriani, don Roberto e suor Barbara.
Un educatore della cooperativa S. Martino è presente sin dall’inizio tutti i giorni della settimana, permettendo così l’avvio di un contatto informale con i ragazzi che frequentano l’oratorio ed agganciando potenziali utenti per il doposcuola. Ha potuto inoltre approfondire la conoscenza delle famiglie ed i loro relativi bisogni. Questa presenza quotidiana, ha permesso all’educatore di diventare in breve tempo una figura conosciuta e riconosciuta da parte dei ragazzi e dalle loro famiglie, ponendosi al fianco del sacerdote e della suora e divenendo punto di riferimento nelle attività rivolte ai ragazzi.
Le attività si svolgono presso un appartamento messo a disposizione dalla parrocchia, provvedendo ad arredarlo ex novo e in modo più funzionale ai bisogni. Grazie a questo tessuto di conoscenze avviato sin dall’inizio, la frequenza al centro ha subito una costante crescita. Si è passati, infatti, dai tre iscritti iniziali ai dieci attuali, con altri cinque che stanno svolgendo la fase d’inserimento. Ai ragazzi, oltre alle attività di vero e proprio doposcuola, vengono proposte attività di tipo aggregativo da svolgere insieme, come è stato ad esempio l’allestimento degli spazi a loro destinati e la loro decorazione.
Le famiglie di questi ragazzi vengono subito coinvolte nell’ attività del centro attraverso un colloquio individuale, dove viene esposto loro il progetto e, al termine, se d’accordo con l’iscrizione, tutti firmano il contratto educativo, educatore-ragazzo-famiglia, coinvolgendole attivamente e rendendole corresponsabili della buona riuscita del percorso.
Inizialmente, ad affiancare gli educatori nelle attività quotidiane vi era un solo volontario adulto parrocchiano. Ora sono quattro i volontari in affiancamento, ma nei prossimi mesi, in collaborazione con il sacerdote e la suora, inizierà un’opera di maggior sensibilizzazione nei confronti dei parrocchiani adulti, atta ad illustrare gli obiettivi del progetto e favorire il reclutamento di nuovi volontari.
Al termine dei primi quattro mesi di attività, per una prima valutazione intermedia su quanto operato, sono stati distribuiti dei questionari anonimi a ciascun attore coinvolto (educatori, volontari, famiglie, ragazzi, referenti parrocchiali) e che collaborano al progetto. Ne è emersa una valutazione complessivamente positiva del progetto e che sicuramente risponde concretamente ad un bisogno del quartiere. Per quanto riguarda i ragazzi, genitori, educatori e volontari hanno notato discreti miglioramenti sia dal punto di vista didattico che relazionale.
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