MADAGASCAR: il Paese è in crisi, ma il progetto fa progressi
Il Madagascar è in uno Stato di crisi da due anni. Nel 2009 Rajoelina si era messo a capo dell'esercito e aveva assaltato il palazzo presidenziale costringendo il presidente all'esilio. Il nuovo governo non è stato riconosciuto dalle organizzazioni internazionali come l'Onu, l'Unione Africana o l'Unione Europea. Riporta un articolo della Misna che Rajoelina, ha ribadito la sua volontà di organizzare “in tempi brevi”, cioè entro la fine del 2011 “elezioni generali credibili”. A fine maggio è prevista una riunione della Comunità dei Paesi dell’Africa australe (Sadc) che farà il punto della situazione in Madagascar e, dovrebbe mettere ai voti la ‘road map’ proposta per uscire dalla crisi politico-istituzionale in atto da dicembre 2008.“aiutare i bambini“ collabora da cinque anni con le Suore Francescane dell’Immacolata che vivono ad Antananarivo e portano avanti un progetto di adozione a distanza che permette a 238 bambini di ottenere un’alimentazione regolare e bilanciata, di acquistare materiale didattico, di sostenere le tasse scolastiche e di beneficiare di regolari visite mediche ed eventuali medicine.
I volontari Erica Gaggero ed Egidio Miraglia hanno visitato il progetto per la prima volta a marzo 2010 e hanno deciso di tornare quest’anno per consolidare il rapporto con le suore e con i bambini sostenuti. I volontari sono stati in Madagascar dal 12 al 25 marzo e hanno visitato le quattro scuole dove studiano i bambini: Espoir de Tsiadana, Alarobia, Ampahimanga, Sarodroa, hanno svolto attività di animazione con i bambini e raccolto tutto il materiale (foto, lavoretti manuali e schede dei bimbi) che sarà inviato ai sostenitori del programma di adozione a distanza.
Rispetto all’anno passato Erica ed Egidio ci raccontano:
“Quest’anno abbiamo trovato un Madagascar ancora più povero e disastrato dell’anno scorso, quindi la differenza tra i bambini aiutati grazie all’intervento della Fondazione e quelli che, purtroppo, non lo sono è ancora più evidente di quanto non lo fosse nel 2010. Per quel che riguarda i bambini del progetto li abbiamo trovati (ovviamente) cresciuti e (meno ovviamente considerando dove si trovano a vivere) molto migliorati: sono più attenti alla cura della propria persona (puliti) molti già parlicchiano il francese e c’è stata grande interazione con loro che oramai ci conoscono e ci “vogliono bene”.
L’anno scorso i volontari non erano riusciti a visitare il villaggio di Sarodroa per via della strada in pessime condizioni. Quest’anno invece è stato possibile visitare il villaggio e la scuola. Di seguito i loro commenti:
“Non ci sentiamo retorici a dire che se non ci fosse l’aiuto di “aiutare i bambini” e la volontà ferrea delle missionarie in questo paesino perso tra le montagne non ci sarebbe il benché minimo segno di civiltà. Quando siamo arrivati ci è sembrato di aver fatto un viaggio nel tempo e non solo nello spazio; come nel film ricomincio da tre dove improvvisamente i due personaggi principali si ritrovano nel 1200, ci siamo ritrovati in un medioevo rurale dove non c’è acqua corrente nelle case, non c’è elettricità, nessuno porta le scarpe e da poco si sono abbandonate le case (se ne possono vedere ancora un paio in paese) “semi interrate” dove per entrare bisogna chinarsi a 90º e nell’unico spazio si cucina, si dorme, si vive ... insieme ai maialini.... Coraggiose queste suorine malgasce che una volta al mese intraprendono un lungo viaggio (alle volte anche a piedi camminando per 7 ore dal paesino di Ampahimanga) per controllare lo stato di salute dei bimbi (portano il dottore con loro) l’avanzamento scolastico e impartire corsi ai genitori (soprattutto cercano di inculcare minime abitudini di igiene personale).”
E’ molto importante che la scuola, oltre ad istruire, dia anche un appoggio tangibile alle famiglie (come per esempio il pasto di mezzogiorno, qualche vestito, o altri aiuti economici) in modo tale che i genitori continuino a mandare a scuola i figli anche se per motivi diversi dall'istruzione. La Fondazione continua il suo supporto al progetto anche per il 2011 che garantisce il pagamento delle insegnanti, del materiale scolastico, del supporto sanitario e ad alcune spese generali.
Leggi l’intera testimonianza di Erica ed Egidio »
Bambini di strada
Il volontario Egidio con i bambini
La volontaria Erica
I bambini mentre realizzano i braccialetti per i donatori a distanza
In classe

