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TORINO: un nido per il dialogo e l’integrazione

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Alessandro Volpi, responsabile dei progetti Italia, si è recato a Torino a visitare il progetto “Nido del Dialogo”.
Ha incontrato la referente del progetto, il presidente, gli educatori, gli ausiliari e alcuni volontari dell’associazione con i quali ha avuto un positivo scambio di opinioni.

Ecco alcuni elementi emersi dalla visita:

“Il progetto è in pieno svolgimento, con un’organizzazione molto attenta ai ritmi dei bambini, 65 al momento, non c’è una lista d’attesa. Ci sono 4 sezioni, 3 per i grandi con un rapporto operatore-bambino di 1:10, 1 di lattanti con un rapporto di 1:5.
L’Associazione, in accordo con la Provincia di Torino, ha inserito al nido i bambini di 15 mamme che frequentano un corso di italiano per le quali stanno realizzando dei percorsi di sostegno. Il corso ha permesso alle mamme di avere un voucher mensile che può durare anche 12 mesi e pagano la retta a mezzo del voucher. Ha una convenzione anche con il Comune per 25 posti che diventeranno 30. Altri 20 posti continueranno a essere coperti dalla Provincia di Torino. Due bambini sono stati adottati dalla fraternità del Sermig che copre le loro rette.

La maggior parte dei bambini sono figli di extracomunitari, con difficili situazioni economiche e sociali. Il nido può accogliere 15 lattanti che abbiano almeno 6 mesi. E’ operativo per 11 mesi l’anno; per agosto stanno pensando ad un progetto più leggero legato alla gestione di un centro estivo all’interno del Sermig.
Gli spazi e le attività sono molto ben curati ed arredati e coprono le esigenze delle diverse attività peri bambini.

Il volontariato è un elemento molto forte, non direttamente legato alla relazione educativa, ma per la maggior parte a servizi generali. Durante la settimana ogni giorno ci sono 4 volontari che assicurano la compresenza nella fase di entrata e di uscita dall’asilo nido.

Il progetto punta ad aumentare il numero dei bambini iscritti dagli attuali 65 a 70, in particolare nella sezione dei lattanti. La sua forza sta sicuramente nel suo radicamento nel territorio, nella coerenza dell’intervento con il bisogno, nel riconoscimento dell’Associazione da parte della città, nel numero di bambini coinvolti, nell’attenzione all’integrazione e alla relazione madre/bambino, nella rete di sostenitori: un donatore copre da solo le spese di ammortamento della struttura, molto complessa dal punto di vista gestionale.

Dimostra capacità di sostenibilità, è un modello da tenere presente per la capacità di relazione con il territorio e la forte attenzione all’inclusione sociale.”

Il progetto è un esempio di come città e persone possono fare integrazione e conferma il modello che “aiutare i bambini” promuove: integrazione, volontariato e cultura dell’infanzia.



L'asilo nido

L'asilo nido

accoglie bambini figli di extracomunitari

accoglie bambini figli di extracomunitari

con difficili situazioni economiche e sociali.

con difficili situazioni economiche e sociali.