MOZAMBICO: dalla baraccopoli all’Università
“aiutare i bambini” sostiene da 4 anni i bambini di Beira attraverso un progetto di adozione a distanza individuale, finanziando l’associazione locale ASEM.Grazie al prezioso aiuto dei donatori e al lavoro dell’equipe locale, più di 280 bambini hanno ricevuto sostegno diretto ed oltre 1400 persone sostegno indiretto. Dopo la chiusura dei centri di prima accoglienza, i bambini sono stati reintegrati nella loro famiglia o in una famiglia sostitutiva.
Ai bambini aiutati viene garantito un futuro migliore come questi 3 ragazzi di cui ci è stata raccontata la storia:
I. ha studiato Gestione dei mercati a Beira e ha seguito un corso nell’Atummus Comercial mentre lavorava nell’associazione ASEM nel settore logistico. Nel febbraio del 2009, ha cambiato settore optando per il sociale ed ha accompagnato la fase di reintegrazione dei bambini dei centri nella comunità, insieme allo staff dell’area sociale. Sempre nel 2009, ha ritrovato sua madre, che lavorava come donna delle pulizie in Portogallo la quale, nonostante le ristrettezze economiche, è riuscita ad avere una borsa di studio per suo figlio. Nel 2010, con l’aiuto della madre e di ASEM, I. si è trasferito Lisbona, dove ora frequenta l’Università. Ha ancora contatti con ASEM a Beira ed è molto grato per tutto l’aiuto che ha ricevuto.
T. ha avuto l'opportunità di ricevere una formazione nel campo edilizio e ASEM lo ha aiutato a trovare un lavoro. Nel 2009, con l’obiettivo di ricambiare l’aiuto ricevuto, ha cominciato a dare una mano nella costruzione del centro culturale di ASEM di Vilankulo, dove ha lavorato sino a dicembre 2010. Ha quindi fatto domanda al Ministero delle Opere Pubbliche ed oggi lavora come imprenditore edile, alla ricerca di opere a cui partecipare. Aiuta ancora ASEM quando ce n'è bisogno. Si è sposato, ha un figlio ed ha costruito la sua casa a Vilankulo.
M. ha studiato Economia Gestionale presso l'Università Cattolica grazie ad una borsa di studio e all’aiuto di ASEM. E' andato a vivere in una casa in città ed ha portato con sé i suoi due fratelli che prima erano sotto la tutela dei ASEM. Nel 2010 ha finito l’Università e ora lavora presso la banca BCI-Fomento a Beira. Il suo sogno è aprire una struttura per bambini vulnerabili.
Queste storie a lieto fine possono essere raccontate grazie al lavoro attento del personale locale, soprattutto dal punto di vista dell’istruzione.
La maggior parte dei bambini sostenuti frequenta le scuole di ASEM e delle comunità vicine, mentre alcuni, cioè quelli che vivono più lontano, sono stati trasferiti ad altre scuole, ricevendo comunque appoggio per quanto riguarda l’iscrizione, il materiale scolastico, il trasporto, ecc. Durante i 4 anni di progetto, ASEM ha consegnato a tutti i bambini kit alimentari, igienici e scolastici.
Un’analisi del settore sociale sul rendimento scolastico dei bambini mostra che circa l’85% ha un rendimento positivo. Come suggerito dalla Fondazione “aiutare i bambini”, ASEM ha richiesto i dati relativi al rendimento scolastico dei bambini frequentanti la scuola pubblica, non trovando però riscontro, poiché non è permessa la pubblicazione di questi dati da parte di un’altra istituzione. Nonostante ciò, ASEM afferma che la percentuale di rendimento scolastico positivo dei bambini sostenuti è di molto superiore a quella degli altri bambini delle scuole pubbliche.
Dopo aver frequentato la scuola, 11 bambini hanno proseguito gli studi, seguendo dei corsi professionali, grazie a cui hanno potuto trovare lavoro e sostenere la famiglia in cui sono stati reintegrati.
In particolare, 9 ragazzi hanno già concluso la loro formazione e trovato lavoro, mentre 2 stanno attualmente svolgendo un tirocinio di fine corso per acquisire esperienza pratica.
ASEM accompagna i bambini nel loro percorso di reinserimento per garantire la continuazione dell’appoggio ricevuto durante gli anni precedenti. Il settore sociale di ASEM ha già svolto 1300 visite alle famiglie dei bambini reintegrati, in modo che ogni bambino riceva 4 visite l’anno per controllarne lo stato di salute, la situazione scolastica e le problematiche sociali. In questo ambito sono state effettuate anche visite di emergenza, ovvero in caso di malattia o per qualsiasi altro problema urgente.
I ragazzi usufruiscono anche del supporto ospedaliero quando sono malati. A volte sono gli insegnanti che offrono il loro soccorso, dato che i bambini non hanno modo di andare dal medico e, tanto meno, i soldi per acquistare i farmaci. La gran parte delle malattie è di lieve entità, come mal di pancia, mal di testa e diarrea, causate spesso dalla malnutrizione, dalla mancanza d’igiene o dallo stress affrontato dai bambini che studiano e lavorano allo stesso tempo. La malattia più preoccupante è la malaria. Si sono verificati molti casi in questi anni, di cui due molto gravi. Nel febbraio 2010, la malaria ha portato alla scomparsa di una bambina che abitava a Manga.
Per quanto riguarda lo staff, ASEM ha effettuato molte sostituzioni di personale negli ultimi anni si è occupato anche della formazione, con 4 corsi di aggiornamento nell’ultimo anno. Questi corsi aiutano i nostri insegnanti a sapere come lavorare con bambini che vivono o hanno vissuto in situazioni di elevato rischio, e come ottimizzare le risorse che hanno a disposizione in modo da poterli aiutare nel miglior modo possibile.
La maggior difficoltà affrontata dallo staff ASEM riguarda le visite familiari. Alcuni bambini, infatti, abitano a più di 300km di distanza dalla sede e spesso gli operatori arrivano alla casa del bambino senza però trovare nessuno, poiché ad esempio il responsabile è fuori per lavoro o magari la famiglia ha cambiato indirizzo. Il trasporto è un problema serio, infatti i mezzi pubblici non arrivano nelle città più interne e capita che gli educatori debbano percorrere a piedi tratti di 50km. Sarebbe utile l’acquisto di una vettura 4x4 oppure di 3 vetture ‘normali’ per facilitare lo spostamento degli insegnanti che adesso devono coprire lunghe distanze a piedi quando lavorano fuori sede, cioè quando effettuano le visite familiari.
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Ai bambini viene consegnato un kit didattico per poter frequentare la scuola
e supporto nutritivo.
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