NAPOLI: accompagnamento per i “bulli” delle scuole
“aiutare i bambini” ha deciso di sostenere il progetto “I.A.M.M.E...tra strada e scuola” con un contributo pari a19.000 euro per sostenere lo stipendio di due educatori.L’obiettivo è stato quello di ottenere un successo scolastico e una soddisfazione per le attività offerte, una partecipazione attiva e non da spettatore nei contesti formativi/lavorativi scelti da loro stessi, un’ integrazione intergenerazionale tra gli esperti e gli studenti durante le ore di affiancamento per le attività extracurriculari.
Al progetto hanno partecipato non solo gli studenti individuati, ma anche altri ragazzi e ragazze, 78 in tutto, 53 in più rispetto al progetto iniziale: un ulteriore sforzo da parte delle scuole di accompagnare e sostenere nel secondo quadrimestre gli alunni a rischio di bocciatura, dar loro la possibilità di recuperare le lacune in un contesto diverso, più funzionate al loro apprendimento grazie alla presenza di tutor.
Dopo diversi incontri con il Gruppo di Funzione Strumentale e uno con il Collegio dei docenti durante iquali sono stati illustrati gli obiettivi del progetto, si è decisa una metodologia che ottimizzasse la presenza degli operatori tenendo conto delle esigenze di studenti e insegnanti. Su suggerimento del corpo docente e dei vari dirigenti scolastici, durante le ore di attività sono stati coinvolti non solo i ragazzi seguiti dall'Opera don Calabria, ma anche quelli che, segnalati dai coordinatori delle classi interessate al progetto, avevano necessità di un sostegno didattico e di un intervento contenitivo: alunni con difficoltà nel rendimento e nel comportamento, che manifestavano una forte intolleranza allo stare in classe e attuavano spesso atteggiamenti ostili e irrispettosi nei confronti dei docenti e dei pari.
Durante l’invio degli alunni nello spazio socio-didattico, era prevista l'assegnazione di un compito da parte del docente di classe da svolgere con l'aiuto degli operatori. Questo ha permesso il rinforzo del ruolo del docente, cui è sempre spettata la valutazione e ha offerto la possibilità dì focalizzare l'attenzione dell’alunno su un compito da svolgere evitando distrazioni, mancanza di interesse e atteggiamenti annoiati. Gli alunni hanno compreso il senso di un intervento fuori aula, aiuto e non allontanamento perché elementi di disturbo.
L'intervento degli operatori si è concentrato non solo sulla motivazione dei ragazzi all'apprendimento, privilegiando il rapporto individuale e rinforzandoli positivamente nei casi di successo, ma anche di presa di consapevolezza delle difficoltà, soprattutto quando si è dovuto sottolineare l'insuccesso e il rientro in classe perché poco interessati alle attività.
Non tutti gli alunni segnalati sono stati costanti nella presenza, nonostante avessero ricevuto un’adeguata spiegazione e motivazione alla partecipazione. Qualcuno si è presentato solo un paio di volte e non più.
Il primo approccio con gli operatori è stato di reciproca "esplorazione", dando spazio anche a momenti di conoscenza e di presentazione con giochi e dinamiche interattive, perché si creasse subito, e in tempi rapidi, il senso di gruppo anche se i partecipanti non fossero stati sempre gli stessi. All'ostilità iniziale, talvolta all'opposizione (la partecipazione allo spazio socio-didattico dagli alunni più difficili è stata vissuta come una sorta di punizione e di rifiuto ad essere ascoltati) è subentrata una buona capacità di ascolto e di partecipazione cui ha fatto seguito anche l'impegno nello svolgere il compito assegnato. L'alunno, in uno spazio contenitivo "altro" rispetto alla classe e con compagni diversi, ma conosciuti perché appartenenti allo stesso istituto, ha potuto dismettere, i panni del "bullo" e dello “svogliato", per vivere la scuola come un luogo e uno spazio meno formale e istituzionale, grazie ad una relazione diversa e nuova con altri soggetti.
A conclusione dell'anno scolastico, su richiesta dei dirigenti e di docenti delle scuole, sono stati redatti giudizi personali su tutti i ragazzi del progetto, per monitorare la situazione di ogni singolo alunno durante le attività e per una ulteriore valutazione nei casi in cui l'ammissione alla classe successiva fosse incerta, dando così valore e rinforzo positivo al lavoro svolto dai ragazzi con la partecipazione progetto.
Al percorso scolastico, nella fase finale, si sono affiancate esperienze pratiche in diversi contesti lavorativi, dalle botteghe di artigianato a vari negozi di professionisti, accompagnati da incontri di conoscenza e approfondimento con gli esperti in discipline varie (antiquariato, tour operator, fotografi, artigiani e artisti).
In questo modo, attraverso incontri non solo teorici ma anche pratici, i ragazzi hanno compreso l'importanza dell’applicazione nella vita quotidiana di quello che si impara a scuola.
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Gli studenti coinvolti nel progetto

