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ARGENTINA: valutazione positiva sulle adozioni a distanza

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Lo scorso settembre, Arianna Plebani, responsabile dei progetti America Latina per la Fondazione “aiutare i bambini”, si è recata in missione in Argentina e ha visitato alcune delle dieci realtà sostenute tramite il progetto di adozione a distanza attivo nel Paese dal 2006.

Il progetto di Jujuy è nato nel 1989 in una zona rurale nei dintorni della cittadina di Libertador e comprende un centro comunitario, una biblioteca e una casa della congregazione marista. Le sedi sono punti di riferimento per la popolazione giovanile e per le loro famiglie e gli spazi vengono sfruttati quotidianamente durante tutta la giornata. Il numero di bambini e ragazzi che gravitano attorno ai centri è di circa 200, mentre il personale professionista remunerato è formato da una quindicina di persone, a cui si affiancano diversi volontari. Arianna è rimasta molto colpita dalla chiarezza con cui queste persone sono riuscite a comunicare il senso del programma di adozione a distanza alle famiglie dei bambini, generando una consapevolezza sicuramente propositiva ma senza creare pretese e diseguaglianze.

Il secondo progetto visitato è una scuola che si trova, invece, in un contesto urbano, in un quartiere periferico della città di Rosario. La struttura scolastica ospita un asilo nido – nato in seguito alle gravidanze di adolescenti che non frequentavano più le lezioni – una scuola materna, una primaria e una secondaria. I beneficiari sono circa 650 bambini seguiti da professori pagati dallo stato e da una psicologa-coordinatrice.

Il terzo progetto in Argentina, infine, fa anch’esso parte di un ambiente urbano, in questo caso ancora più pericoloso e difficile perché si tratta proprio della cintura cittadina di Buenos Aires. La sua storia è interessante perché si è evoluto in base alle esigenze del quartiere e grazie alle richieste e alla partecipazione dei beneficiari. Tutto è iniziato con l’apertura di un piccolo centro medico, che aveva permesso ai frati di diventare un punto di riferimento della congregazione. In seguito, questi hanno iniziato a prendersi cura dei bambini anche a livello educativo, con un dopo-scuola, e nutrizionale, distribuendo loro colazione e merenda tutti i giorni. I genitori hanno però richiesto di pensare anche agli adolescenti e, per questo motivo, sono nati i primi laboratori di falegnameria ed elettronica per i ragazzi e un corso d’informatica per le ragazze. Persino i nonni avevano bisogno di attenzioni e hanno quindi voluto fortemente un piccolo orto da poter coltivare. Il progetto è ben gestito da Hermano Jorge, uno dei frati più giovani, ed è in continua espansione. Il quartiere beneficia molto della presenza di questa realtà, tanto che, ad esempio, da poche settimane sono state esaudite le richieste locali di asfaltare le strade.

Il progetto di adozione a distanza prosegue da 5 anni, con un investimento totale della Fondazione di 250.000€. Arianna continua a considerarlo molto valido. La sua visita è anche servita per sottolineare l’importanza di poter inviare dei volontari, concetto che è stato recepito dalla nostra controparte con assoluta disponibilità e grande volontà di accoglienza.

Per saperne di più sull’adozione a distanza » 



Arianna e i bambini di Rosario

Arianna e i bambini di Rosario

Le mamme del progetto a Jujuy

Le mamme del progetto a Jujuy

La biblioteca di Jujuy

La biblioteca di Jujuy

La scuola di Tigre

La scuola di Tigre