ERITREA: visita all’asilo di Ghinda
Stefano Oltolini, responsabile dell’Ufficio Progetti di “aiutare i bambini”, ha effettuato una missione in Eritrea dal 18 al 25 novembre 2011 per accompagnare l’equipe di “Cuore di Bimbi” e visitare tutti i progetti che la Fondazione sostiene nel Paese, tra cui “Adottiamo a distanza un gruppo di 101 bambini” a Ghinda.La visita ha confermato lo stato di grande difficoltà vissuto dall’Eritrea. Anche se gli ultimi due anni non sono stati caratterizzati dalla stessa grave siccità del 2008, il Paese rimane uno dei più poveri al mondo. Gran parte della popolazione vive la sfida quotidiana della sopravvivenza. In città non c’è nessun tipo di lavoro e fuori città si vive di pastorizia e agricoltura di sussistenza in minuscoli appezzamenti rubati alla montagna. Pur nella grande dignità mostrata dalla gente, la fame e la denutrizione sono compagnie abituali degli eritrei. Le rimesse dei parenti emigrati e i programmi di aiuto alle famiglie come l’adozione a distanza rappresentano spesso le uniche speranze di sopravvivenza. In un quadro così fosco va comunque sottolineato l’impegno dello Stato nel mantenere i servizi educativi e medici totalmente gratuiti, così come la riduzione calmierata dei beni di prima necessità per i residenti nelle città.
Ghinda è una cittadina sulla scenografica strada Asmara-Massaua, incassata tra le montagne e per gran parte dell’anno molto calda e arida. La gran parte della popolazione è di recente acquisizione e di religione musulmana dedita alla pastorizia. Da alcuni anni è scoppiata la febbre dell’oro, presente nella zona del torrente (asciutto) che attraversa la cittadina. Oltre a una fabbrica di marmo, c’è un bell’ospedale pubblico (che dicono essere tristemente semivuoto) e una piccola clinica gestita dalle suore comboniane.
In Ghinda vi sono 2 asili, uno governativo (gratuito) e quello delle suore (a pagamento), su una popolazione residente di oltre 30.000 persone nel distretto. L’asilo non è obbligatorio, ma è di fatto necessario per poter accedere alla primaria, pubblica, gratuita e obbligatoria. Di fatto moltissimi bambini non frequentano né l’asilo né successivamente le scuole, passando tutto il loro tempo al pascolo con gli animali.
Nell’asilo vi sono in questo momento 99 bambini in sole due classi (4 e 5 anni). La direttrice, Sr. Teresa, di 75 anni, parla un buon italiano. I bambini stanno all’asilo dalle 07.30 alle 11.30, e alle 10.00 prendono la merenda, di norma un panino con la marmellata e una banana. I bambini devono portarsi l’acqua da casa. Per frequentare pagano 40 N (2 €) al mese, tranne 35 di loro per cui l’accesso è gratuito grazie al contributo della Fondazione. Sono in gran parte musulmani, come la maggior parte della gente di Ghinda. Nella stessa struttura vi sono corsi di taglio e cucito per oltre 50 donne, che pagano anch’esse 50 N al mese.
Una volta finito l’asilo, i bambini vanno alla scuola pubblica con buoni risultati all’ingresso. Alcune famiglie più bisognose restano legate alle suore che cercano di aiutarle come possono, ad esempio inserendole gratuitamente nei corsi di taglio e cucito per cui c’è un buon mercato locale.
Grazie di cuore a chi sta adottando a distanza questi bambini!
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Il contesto
Esterno dell'asilo
Una classe

