PAVIA: un asilo per accogliere bambini disagiati
"aiutare i bambini" ha sostenuto i progetti della "Casa San Michele" di Pavia , che ha avviato un servizio di asilo nido all'interno della propria comunità, rivolto ai bambini, figli delle donne ospiti della casa. Il servizio, gratuito, è attivo dalle ore 7 alle ore 18 per permettere alle mamme di non avere difficoltà con gli orari di lavoro.La seconda fase del progetto si è conclusa e grazie al sostegno della Fondazione è stato possibile garantire alle molte mamme uno spazio sicuro e adeguato dove lasciare i bambini durante l'orario di lavoro.
"aiutare i bambini" ha garantito il pagamento di un'educatrice.
L'esperienza si è conclusa con ottimi risultati e ha visto alternarsi la presenza di moltissimi bambini, di origine e provenienza diversa, figli di donne per la maggior parte straniere e in grave difficoltà economica.
La positività dell'esito del progetto ha reso necessaria la ricerca di uno spazio più ampio e più adatto ad accogliere tutti i bambini, e l'assunzione di un numero maggiore di educatrici per garantire ai piccoli utenti un corretto sviluppo cognitivo e psicologico; ad oggi sono moltissime le richieste di inserimento ed è forte l'esigenza di ampliare il progetto.
Silvana Colombo, referente del progetto, ci informa che sono rimasti nell'asilo il piccolo G., che ora ha 17 mesi e M., che ora ha tre anni, figlio di una donna del Togo fuggita dal proprio paese per motivi umanitari.
Altri bambini non frequentano più l'asilo poiché le loro mamme, terminato il percorso educativo presso la Casa San Michele, stanno ora affrontando un percorso di responsabilizzazione volto ad un'autonomia abitativa e gestionale di sé e dei propri figli.
Nello specifico è prevista la ricerca di un lavoro e di un appartamento in affitto dove le mamme si trasferiranno con i propri bambini. Soprattutto per i primi mesi queste donne vengono supportate dal Comune fino all'assegnazione di un posto nell'asilo comunale, che solitamente è quello più vicino al luogo dell'abitazione.
Per questo motivo i bambini che frequentano l'asilo Nido "Pollicino" variano con una certa frequenza.
Segnaliamo qui di seguito alcuni casi che necessitano urgentemente di accoglienza:
N.: è una bellissima bambina di tre anni, figlia di una donna nordafricana.
Questa donna ha un altro figlio più grande. E' stata accolta in Comunità dopo essere stata sfrattata dall'appartamento appartenente all'edilizia popolare che occupava a Milano.
Il marito della donna è un pregiudicato agli arresti domiciliari, che dovrà scontare alcuni anni di carcere. La situazione familiare di questa donna rende necessaria e urgentissima la ricerca di un posto di lavoro, che le permetta di rendersi indipendente e di mantenere i propri figli. Per questo motivo la bimba ha bisogno di essere accolta in un Nido.
N.: è un bimbo di tre anni con una storia famigliare molto triste e complicata.
I genitori sono separati, la situazione è molto conflittuale tanto da essere arrivati a denunciarsi a vicenda più volte. Il bambino, che vive attualmente a Casa San Michele con la mamma, risente moltissimo di questa condizione familiare e subisce in maniera gravosa l'allontanamento dal papà e dai nonni, ai quali sembra essere molto legato.
Le educatrici dell'asilo hanno riscontrato notevoli miglioramenti nell'umore del piccolo da quando ha cominciato a frequentare l'asilo e a stare con gli altri bambini, evidenziando sempre maggiori spazi di divertimento e meno momenti di tristezza.
S.: è un bimbo nordafricano di 13 mesi. La madre ha un'altra figlia di sei anni.
Come tanti altri nuclei famigliari accolti dalla Casa San Michele, arrivano da una situazione di abusi e maltrattamenti da parte del padre, che non vede i figli da quasi un anno e non cerca nemmeno di avere loro notizie.
La mamma è stata allontanata da casa dopo aver denunciato l'ennesimo maltrattamento del marito. Ora è tornata al suo paese d'origine per prendere la bimba piccola che viveva con i nonni, sta cercando con difficoltà di ricostruire un buon rapporto con la figlia maggiore e cerca nello stesso tempo di svezzare il piccolo S., che le è molto attaccato e dalla quale non si allontana mai.
Dopo poche settimane di frequentazione del Nido il piccolo ha imparato a socializzare con gli altri bimbi e pian piano sta cominciando a trascorrere periodi sempre più lunghi in compagnia delle educatrici.
Dalle storie di questi bimbi si evince l'eterogeneità delle situazioni delle famiglie per le quali si rende necessaria la stesura di progetti mirati, che tengano conto delle origini e delle diverse problematiche.
Ci scrive Silvana Colombo, responsabile del progetto:
La realizzazione di questo progetto ha dato la possibilità a tante mamme di poter lavorare e pensare ad un progetto di vita autonomo, con la certezza che i propri bimbi fossero accuditi in un ambiente confortevole da personale competente e preparato.
L'obiettivo primario e concreto è offrire ai bambini con famiglie sono in condizioni economiche di disagio, un luogo di accoglienza quotidiana ricreativo ed educativo, creando la possibilità di recuperare, se non costruire, il rapporto madre-bambino.

