REP.DEM.CONGO: Una sala polivalente per la riabilitazione delle bambine accusate di stregoneria
"aiutare i bambini" sostiene il progetto che è nato a Bukavu, capitale del Sud-Kivu, per rispondere all'esplosione di una vera e propria emergenza: il fenomeno dei bambini accusati di stregoneria da familiari, parenti e vicini di casa e che per questo motivo sono stati maltrattati, emarginati da famiglia e comunità, sottoposti a abusi e sfruttamenti di ogni tipo.Il progetto e la costruzione di una Sala Polivalente adiacente al Foyer Ek Abana nasce dall'esigenza di uno spazio comune in cui le 120 bambine ospiti, le circa 80 bambine esterne che beneficiano del sostegno del centro, le loro famiglie e gli operatori possano svolgere attività di formazione, riabilitazione ed animazione necessarie per il superamento del trauma subito e per un sereno reinserimento famigliare.
Questo contributo ha consentito di continuare i lavori nonostante le variazioni di prezzo dei materiali e i numerosi impegni di gestione che quest'anno hanno previsto l'inserimento di 30 nuove bambine. La costruzione è ormai al secondo piano anche se a causa delle continue piogge sembra sempre lontano il giorno in cui verrà ultimata. Presto verrà messa la grande porta di entrata e steso l'intonaco al piano terra: la sala polivalente ospiterà le attività ricreative delle bambine.
La sala permetterà inoltre l'attivazione di percorsi teatrali opportunamente pensati rivelatisi di grande aiuto per la rielaborazione di esperienze traumatiche sia per le bambine che nell'incontro con le rispettive famiglie.
Nello specifico la sala diverrà luogo per:
- Proseguire le attività teatrali come forma di terapia;
- Proseguire i colloqui personali tra le bambine e le assistenti sociali;
- Organizzare attività ludiche quali canto, visione di film, cucito, lavoro a maglia e danze tradizionali;
- Permettere l'incontro tra le bambine ospiti e le loro famiglie;
- Avviare percorsi formativi e corsi di aggiornamento per gli educatori attraverso il supporto di formatori esterni (es. WarChild);
- Ospitare le riunioni del personale locale impiegato nel progetto per rafforzarne il coordinamento;
- Svolgere attività d'ufficio del personale addetto, qualora le attività quotidiane lo rendessero necessario.
Al termine della prima annualità - ottobre 2006 è la data d'inizio del progetto - la costruzione della Sala, sia internamente che esternamente, si presenta come segue:
Sala inferiore: i muri esterni della sala sono stati rialzati e intonacati ed è stata posta un'architrave sul contorno. L' altezza interna della sala è stata leggermente modificata rispetto al progetto originale per permettere di ricavarne uno spazio per i libri di lettura delle bambine e per garantire un efficace scolo delle acque piovane all'ingresso della stessa. A completamento del livello inferiore sono inoltre state poste nove finestre metalliche.
Lavori esterni: nell'area esterna è stato innalzato un piccolo muro di sostegno a lato dell'entrata. Una volta terminato si è potuta ricostruire la piccola capanna a fianco e la piccola sala di catechesi del centro, accostata alla sala.
Lavori interni e armatura della sala: le sbarre e le travi a sostegno della sala sono state rivestite interamente, per rendere il tutto più solido. Le misure sono state tutte prese manualmente o con l'ausilio di piccoli utensili. Il risultato garantisce il rispetto delle norme di solidità anche nei momenti di maggiore utilizzo del centro ed in previsione del sovraccarico di libri che graverà sulla parete della piccola biblioteca.
Il tempo secco è stato fortemente propizio per la colata della lastra del basamento, ciononostante, la secchezza prolungata non ha permesso la fornitura di acqua sufficiente per l'impasto del cemento, rallentando lo svolgimento dei lavori. Determinante per la buona riuscita finale è stata la collaborazione dei 150 operai impiegati e di tutto il personale del Centro Ek Abana, che ha garantito loro accoglienza e un caldo pasto per i giorni di intenso lavoro, proseguito anche nelle ore serali grazie ad un'illuminazione di fortuna. La pioggia dei giorni successivi al termine dei lavori ha permesso invece una progressiva asciugatura del cemento.
Alcuni lavori sono stati effettuati al di fuori del progetto e su domanda di Natalina, la responsabile del progetto: pavimentazione di un piccolo dormitorio delle bambine, raschiatura delle crepe gonfiate a causa dell'umidità, introduzione dei blocchi di respiro nei muri umidi e rimessa di un nuovo strato di rivestimento. Dopo un periodo di asciugatura, i muri rifatti saranno coperti dalla pittura.
Nel corso dei prossimi mesi verranno portati a termine i lavori di armatura e di innalzamento dei muri esterni ed interni, l'intelaiatura e la messa in posa delle finestre al piano, la finitura del soffitto e le rifiniture interne della sala principale. Si provvederà infine alla pavimentazione della sala.
Natalina, la responsabile del progetto, ci racconta un episodio di solidarietà tra le bambine accolte:
"Da 15 giorni abbiamo una bambina di 5 anni che viveva in strada con la sua mamma. Questa bambina non sta ferma un attimo, bisogna sempre tenerla d'occhio, il suo linguaggio non è ben sviluppato e non riesce ancora a spiegarsi bene. Una sera con la bambolina sulla schiena è uscita dal cancello senza che nessuno se ne accorgesse, quando ce ne siamo accorti non c'era più.
E' stato bellissimo vedere come tutti si sono mobilitati per cercarla, dalla più piccola alla più grande, al punto che mi sono quasi spaventata perché nessuna bambina era più al foyer e avevo paura che anche loro si perdessero. Le più piccole rientravano dicendo che non l'avevano trovata: ad ogni bambina che entrava tiravo il fiato, il cielo minacciava una grande pioggia e io speravo che rientrassero tutti al più presto.
Mentre tornavano le più grandi, che si erano spinte più lontano a cercare la bimba il cielo ha cominciato a versare acqua a catinelle ma della piccola, nessuna traccia. L'assistente piangeva colpevolizzandosi per aver perso la bambina, e io cercavo di tranquillizzarla dicendole che la piccola aveva il suo Angelo Custode che l'avrebbe protetta..
Finalmente dopo circa un'ora, mi telefona una suora dicendomi che la bambina era lì da loro, una mamma l'aveva vista sperduta sul bordo del lago e l'aveva portata dalle suore.
Bisognava vedere la gioia di tutti, è stata davvero una grande emozione vedere come anche le bambine più piccole avevano partecipato alla ricerca, come si sono sentite responsabili, e soprattutto unite."
Per continuare i lavori abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!
I lavori per la costruzione della sala polivalente proseguono
Aiutaci anche tu a portare a termine i lavori!

