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PERU’: Un corso di fotografia per i bambini terremotati

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Mercoledì 15 agosto 2007 due lunghe scosse di terremoto, rispettivamente di magnitudo 7,9 e 7,5 della scala Richter, hanno seminato morte e terrore in Perù: sono 519 le vittime accertate e 1.300 i feriti.
Di fronte alle conseguenze descritte, ASPEM propone una seconda tappa dell'intervento di emergenza che da una parte possa ridurre i danni fisici, e dall'altra promuova il processo di normalizzazione della vita quotidiana. Questa seconda tappa si focalizza sulla dotazione alla popolazione delle strategie più adeguate per affrontare le conseguenze materiali e psico-sociali del terremoto. Tale intervento interessa la popolazione più vulnerabile in caso di disastro naturale, i bambini e le bambine, che sono il gruppo che manca di quegli strumenti necessari a resistere e affrontare una situazione tanto difficile, anche per il parallelo tracollo del loro sistema di sostegno (famiglia, principalmente, scuola e adulti)

Tra il 27 e il 31 dicembre 2007 il fotografo Marco Piccinetti, volontario di "aiutare i bambini", ha organizzato nella località di Tambo de Mora, in Perù, un laboratorio di fotografia per adolescenti del posto, assistito da una promotrice locale e da un Casco Bianco del Servizio Civile.

Dopo il grave terremoto i bambini hanno passato mesi senza poter andare a scuola in tende sovraffollate. In spazi così ristretti, condivisi con la famiglia e lontani parenti, questi bambini non hanno la possibilità di esprimere né le emozioni positive né quelle negative dovute al trauma. Era importante offrire spazi e mezzi differenti di espressione, offrire delle novità che li invogliassero a scoprire nuovi aspetti di se stessi e del mondo, pur nella desolazione di un paese interamente distrutto..
Obiettivi del taller fotografico sono stati: dare ad adolescenti e preadolescenti alcune nozioni fondamentali sull'utilizzo della fotografia, per captare e rappresentare la loro realtà, per svegliare la passione del mezzo fotografico anche come forza espressiva personale.
Il laboratorio si è svolto in 5 giornate con 2 gruppi, ognuno di 14 adolescenti tra 10 e 15 anni. Ogni sessione di 2 ore ha compreso una parte iniziale di condivisione di alcuni lavori fotografici (o di Marco o inerenti ai lavori svolti dai partecipanti nei giorni seguenti), una seconda parte di riflessione su aspetti tecnici e sociali dei soggetti fotografici, e una terza in cui si decidevano i compiti da assegnare per il giorno seguente.
Questo mezzo di rappresentazione e la condivisione dei loro lavori fotografici hanno permesso riflessioni e approfondimenti sul loro vissuto, la possibilità di esprimere sentimenti personali senza essere giudicati o criticati.
I temi affrontati nelle sessioni sono stati il pretesto per apprendere argomenti tecnici relativi all'uso della fotografia e di alcuni effetti: chiaroscuro, inclinazione e profondità, il movimento nella rappresentazione del soggetto, ma sono stati capaci di approfondire aspetti più intimi. I ragazzi si sono riconosciuti nelle difficoltà quotidiane comuni, il gruppo ha dato significato a una condizione di vita che, se affrontata individualmente, può suggerire un non-senso pericoloso. Hanno assimilato che molti altri ragazzi stanno vivendo le stesse difficoltà, e che è importante, soprattutto possibile, trovare una soluzione comune ai piccoli problemi quotidiani.
È importante segnalare l'alto valore "liberatorio" dello spazio fotografico condiviso e il valore creativo delle mille sfaccettature della rappresentazione. Spazi fisici e mentali in cui si può coltivare una passione o un gioco servono a rilassarsi e sono necessari in situazioni di emergenza come questa.

Le sessioni:
27/12 - esempio di una presentazione personale attraverso il mezzo fotografico;
28/12 - condivisione di alcune presentazioni personali dei partecipanti; tema: come presentarmi ai miei compagni attraverso le foto.
29/12 - condivisione di alcune presentazioni personali dei partecipanti; tema: come presentarmi ai miei compagni attraverso le foto.
30/12 - presentazione di alcuni lavori personali dei partecipanti; tema: ciò che mi piace e mi rappresenta della mia comunità e ciò che non mi piace;
31/12 - presentazione di alcuni lavori finali; tema: i soggetti animali e i paesaggi.

Per continuare ad aiutare i bambini peruviani colpiti dal terremoto abbiamo bisogno anche del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!


I volontari Marco Piccinetti e Serafina Castelmezzano durante una sessione del corso

I volontari Marco Piccinetti e Serafina Castelmezzano durante una sessione del corso