PAVIA: Fineco Bank per i bambini della 'Casa San Michele'
Fineco Bank collabora con la Fondazione "aiutare i bambini" promuovendo con i clienti nuovi Fineco, tra i vari premi offerti, la possibilità di donare 80 Euro ad "aiutare i bambini" per il progetto "Casa San Michele" di Pavia che ha avviato un servizio di asilo nido all'interno della propria comunità, rivolto ai bambini, figli delle donne ospiti della casa. Il servizio, gratuito, è attivo dalle ore 7 alle ore 18 per permettere alle mamme di non avere difficoltà con gli orari di lavoro.Dal punto di vista dell'organizzazione delle attività si è proceduto in modo graduale con il coinvolgimento delle mamme. Una volta alla settimana l'equipe, formata dalle educatrici, la responsabile di Casa San Michele, gli specialisti quali la pedagogista, la pediatra, la neuropsichiatria infantile, il mediatore culturale con la supervisione dello psicologo, si è riunita per costruire e valutare insieme i tempi e le modalità di lavoro che riguardano le attività ludico-ricreative poi affidate alla professionalità delle educatrici. Le mamme si sono incontrate settimanalmente con la pediatra e la pedagogista, e all'occorrenza con la neuropsichiatra.
Le giornate sono state strutturate secondo lo sviluppo e l'apprendimento dei bambini senza sottovalutare l'importanza del rapporto di nuova amicizia con le educatrici e le mamme stesse. Queste ultime hanno partecipato una volta alla settimana a giochi di relazione per sviluppare un adeguato senso di fiducia e di confidenza con il proprio piccolo.
Anche il momento del pasto ha visto le mamme turnarsi per parteciparvi. Il cibo può svolgere un ruolo socializzante importante, proprio per questo sono stati introdotti alimenti di diverse nazionalità per rendere i pasti più vari e completi.
Lo spazio per l'infanzia si è avvalso della preziosa collaborazione di volontari che supportano durante le ore di apertura il lavoro delle educatrici.
Data la grande mobilità delle madri, che vivono accolte nella Casa di San Michele finché non vengono stabilmente inserite nel mondo del lavoro, i bambini accolti nello spazio per l'infanzia sono tutti cambiati dall'inizio di quest'anno. A gennaio del 2007 i bambini accolti sono 8: due fratelli marocchini di 4 e 2 anni, un bambino polacco di 3 anni, un neonato di 5 mesi nigeriano ( il più piccolo inserito nel nido), 3 bambini rispettivamente del Congo, del Camerun e del Togo ed infine una bambina italiana di 1 anno.
Oltre alle attività generali previste dal progetto sono stati stesi speciali progetti educativi individualizzati calibrati sull'importanza delle origini di provenienza, delle diverse culture e delle differenti problematiche che ciascuna coppia mamma-bambino si trova ad affrontare.
Ad agosto 2006 tutte le mamme con i bambini sono stati portati in vacanza in una Casa della Comunità al lago ed in montagna.
Silvana Colombo, la responsabile di progetto, ci descrive così alcune delle situazioni più difficili vissute dai bambini e dalle loro mamme:
"Uno dei bambini appena arrivato è stato subito affidato alle cure della neuropsichiatra infantile perché, pur avendo già 3 anni, ancora non pronuncia parola. Con l'aiuto della psicologa, che segue sia la madre che la sorella, abbiamo constatato in questi primi mesi che entrambe soffrono di una grave depressione. In particolare questo sintomo porta la madre ad avere nei confronti dei figli un comportamento dittatoriale e proibizionista: è lei che decide se e quando i figli hanno fame o freddo o sono malati.La ragazzina è stata iscritta alla scuola dell'obbligo ed inserita in un corso di teatro-terapia, alla madre è stato trovato un lavoro fisso; si penserà in futuro ad un lavoro sul nucleo familiare.
Uno dei bambini è accolto nella struttura da quando è nato. Fin dall'inizio la madre si è dimostrata assolutamente incapace di accudire il figlio anche se dice di averne altri 3 nel suo paese d'origine: sola non sa cambiarlo, non sa allattarlo.La donna esce dal giro della prostituzione.
Sono state accolte nella Casa di San Michele una bambina di pochi giorni con sua mamma. Dopo soli pochi mesi la ragazza madre di appena 18 anni è stata allontanata dalla figlia perché ritenuta dal Tribunale dei minori "pericolosa". La ragazza diceva alla psicologa che non poteva voler bene a quella bimba che le aveva rovinato la vita solo perché nata. Il Tribunale dei minori ha già affidato la piccola ad una famiglia, che poi la adotterà.
Le richieste per nuovi inserimenti sono continue, tanto che la Cooperativa sta pensando di valutare l'opportunità di trovare un altro locale più grande per rispondere a tali esigenze.
La Fondazione "aiutare i bambini" ha deciso di estendere ad un altro anno il contributo economico utile per la retribuzione di una educatrice
Grazie a Fineco Bank per l'iniziativa!
Per maggiori informazioni visita il sito: www.fineco.it/amico
I locali dell'asilo

