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L'AIDS, un mare inguaribile...

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Quanto parlare di AIDS e bambini si fa da tanti anni... Prendimi per insensibile ma cosa può fare un’associazione per dei bambini con l'AIDS che moriranno presto o tardi?
Quanto e come possono vivere dei bambini siero positivi?

Mi piace sperare che a livello globale si risolvano dei problemi come questo, ma a volte mi domando se le organizzazioni perseguano scopi realmente utili alla soluzione anche a lungo termine…

Lettera anonima

Una associazione o anche delle semplici persone impegnate ad aiutare i malati di aids possono fare tanto. Essere consapevoli che le proprie forze sono insufficienti per riuscire da soli a debellare il virus dell'HIV dalla faccia della terra non è un buon motivo per non
dare assistenza e aiuto a quante più persone
possibili.
Dentro alla “goccia in mezzo al mare” che si tenta di aiutare ci sono persone reali, vere, che hanno nome e cognome e che si possono incontrare, come quelle a cui sto facendo visita in questi giorni a Pondicherry, in India. Quel che ancor di più mi colpisce è l'idea che una persona malata di aids non dovrebbe essere aiutata perché affetta da un male tutt'ora inguaribile.

Il sintomo peggiore di una malattia come l'AIDS non è a livello fisico, ma a livello sociale con la discriminazione, l'emarginazione. Non meritare di ricevere un aiuto perché “tanto si è spacciati” è probabilmente quanto di più crudele e inumano esista.
In India ho ascoltato storie di grande emarginazione. Bambini malati che non possono
fare la stessa vita dei coetanei perché per loro non c'è futuro e quindi è inutile che vadano a scuola, o madri che devono nascondere la propria malattia a tutta la società per non esserne escluse.
Se ci pensiamo noi tutti siamo dei malati terminali: abbiamo tutti una malattia inguaribile che la scienza difficilmente riuscirà a curare. Questa malattia si chiama mortalità. Siamo dunque tutti spacciati, ma forse proprio per questo non dobbiamo impegnarci per rendere migliore la nostra vita, corta o lunga che sia?


Davide Ferrante
volontario in India di “aiutare i bambini”