Contrastiamo il lavoro minorile con un'adozione a distanza!
Nº progetto: 272
Tipologia: Adozioni a distanza
Campagna: Adozioni a distanza
Paese: India
Località: Andhra Pradesh, Markapur
Numero bimbi beneficiari: 300
Scopo: Permettere ai bambini di completare il ciclo di studi (primaria e secondaria).
In corso: Si
PREMESSA:
Questo progetto fa parte del progetto più ampio "Riduzione del lavoro minorile nei distretti di Prakasam e Guntur", sostenuto da "aiutare i bambini" e dalla ONG indiana ASSIST nei villaggi di Markapur, Bollapalli e Pidiguralla. Il lavoro minorile in India è un complesso fenomeno. E' economico, perché é a causa della povertà che l'educazione dei figli viene sacrificata in cambio di una misera entrata finanziaria, è sociale perché tutti i bambini lavoratori provengono da gruppi di caste inferiori o di fuoricasta. Fonti indipendenti stimano che in India vi siano tra i 100 e i 130 milioni di bambini lavoratori, oltre 11 milioni solo nell'Andhra Pradesh, più del 70% in ambito rurale che guadagnano tra i 15 e i 50 centesimi di euro al giorno. Nonostante i programmi statali per costruire scuole anche nelle campagne, e le leggi nazionali che vietano il lavoro minorile, l'abbandono scolastico é elevato: i maschi, sfruttati nell'agricoltura, nell'industria, nelle imprese artigiane vivranno un’adolescenza da schiavi, senza coscienza dei propri diritti, per tante femmine le prospettive sono anche peggiori, considerando la tradizione ancora in uso dei matrimoni combinati con bambine.
IL CONTESTO:
Markapur è una piccola città dell'Andhra Pradesh conosciuta in tutta l'India per la produzione di lavagne. Negli anni '80 e '90, migliaia di bambini erano coinvolti nelle diverse fasi della produzione delle lavagne, destinate a mercati locali e internazionali: su 15.000 bambini che vivevano a Markapur in condizioni di grave povertà, 9.000 erano bambini lavoratori, di cui il 70% bambine.
IL PROGETTO:
Oggi, grazie all'azione dell'ONG indiana ASSIST i bambini lavoratori sono solo poche centinaia. L'azione di ASSIST per contrastare il lavoro minorile nell'area di Markapur è stata davvero efficace e ha ottenuto risultati entusiasmanti. Dal 1996 ad oggi, gli operatori di ASSIST hanno sottratto allo sfruttamento oltre 5.000 bambini tra gli 8 e i 12 anni. Più di 5.000 bambini, il cui destino era di lavorare nelle cave per racimolare qualche soldo da portare alle famiglie, sono stati iscritti alla scuola. Dopo anni di campagne di sensibilizzazione e prevenzione, dei 9.000 bambini lavoratori ne sono rimasti solo poche centinaia.
Questi bambini, ancora oggi, sono costretti a lavorare nelle cave con i loro genitori e sono privati di ogni diritto all'infanzia. Lavorano dalle 8 di mattina alle 5 di pomeriggio impacchettando le lastre, tagliate in fogli sottili, o fissando le cornici nelle fabbriche, con uno stipendio medio giornaliero di 5 rupie - meno di 10 centesimi di euro! - che ricevono solo se hanno raggiunto il numero di pezzi convenuti. Molti di questi bambini sono veri e propri lavoratori forzati.
Dal punto di vista dell'impatto sulle comunità, sono già 40 i villaggi dichiarati "child-labour free", in cui la piaga del lavoro minorile è stata completamente eradicata.
ASSIST sta ora lavorando in altri 40 villaggi per ridurre e possibilmente azzerare anche qui il dramma del lavoro minorile.
COSA FA "aiutare i bambini":
Il Centro per gli ex-bambini lavoratori di Markapur è già sostenuto da "aiutare i bambini" attraverso la copertura di alcune spese specifiche per il miglioramento delle strutture del Centro. Per strappare questi bambini dalle cave di ardesia e iscriverli alla scuola pubblica, dal 2006 la Fondazione ha avviato un programma di adozione a distanza finalizzato alla copertura dei costi di gestione annuali che includono tutte le attività di accoglienza, educazione e reinserimento familiare e scolastico.
Non è un percorso facile: occorre infatti fare una azione in apparenza dolorosa, ma necessaria. I bambini lavoratori vengono allontanati temporaneamente dalla famiglia ed ospitati in un Centro residenziale edificato e gestito dagli operatori di ASSIST. Questo distacco temporaneo è necessario per porre fine alla spirale di miseria e sfruttamento e povertà in cui sono costretti i bambini lavoratori.
Al Centro i bambini ricevono tre pasti al giorno, trovano assistenza, protezione istruzione e affetto. Hanno l'opportunità di recuperare gli anni scolastici persi per poi accedere alla scuola pubblica. E, in meno di due anni, i bambini torneranno a casa, nelle loro famiglie. Oltre alla garanzia dei servizi essenziali per i bambini (cure mediche, alimentazione, alloggio, educazione, gioco), l'adozione a distanza offre anche un piccolo sostegno economico alle famiglie, per far fronte alla diminuzione del reddito familiare generata dall'allontanamento dei bambini dal lavoro.
Per l'annualità 2011 - 2012 "aiutare i bambini" ha deliberato un contributo pari a 62.000 euro pari a 300 adozioni a distanza (anche se i fondi serviranno a tutti i bambini: 210 residenti nel Centro e 250 reinseriti in famiglia). L’impegno della Fondazione per i prossimi anni è di continuare a supportare ASSIST, visti gli ottimi risultati raggiunti con i bambini e per la comunità.
Per saperne di più sulle adozioni a distanza >>
CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Il progetto è monitorato tramite l'invio di relazioni periodiche e di materiale fotografico. Sono inoltre inviati volontari di "aiutare i bambini" tutti gli anni.
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