17 Gennaio 2011
CAMEROUN: la volontaria Samuela Castellotti visita le carceri
Sostegno alle carceri di Bafoussam e Bamenda
Nº progetto: 611
Tipologia: Accoglienza
Paese: Cameroun
Località: Bafoussam, Bamenda
Numero bimbi beneficiari: 150 minori
Scopo: Portare l’acqua nelle carceri, rifare il tetto, garantire il salario dei maestri per la formazione professionale
In corso: Si
IL CONTESTO:
La Repubblica del Cameroun esiste come nazione indipendente dal 1960. In precedenza, la regione fu sede di un regno bantu, colonia tedesca, colonia britannica e anglo-francese.
Biya è al governo dal 1984 appartiene al Movimento Democratico del Popolo Camerunese, CPDM e nel 2011 ha tutta l’intenzione di ricandidarsi, anche se ciò potrebbe comportare (a detta degli analisti internazionali) forti contrasti interni.
Le città principali sono Douala e Yaoundé, i cattolici sono i più rappresentativi con 33% seguiti dai musulmani con il 22% e i protestanti con il 17%. I francofoni sono il 78% e gli anglofoni il 22%. Il 60% della popolazione ha meno di 25 anni.
La scuola obbligatoria è dai 6 agli 11 anni. Ma a causa della povertà, quest’obbligo non è spesso rispettato. In effetti, solo il 33% arriva alla scuola media, ancora di meno alla scuola superiore e soltanto il 5% all’università.
Negli ultimi decenni, il Cameroun conosce diversi problemi di sviluppo che non gli permettono di sostenere un cambiamento sociale. Tra i problemi rilevanti la svalutazione del franco CFA, i vari programmi di riassestamento che spesso hanno aumentato la disoccupazione aggravando i casi di povertà, il calo dei prezzi dei prodotti di esportazione (cacao, caffè, banana, ecc.). L’agricoltura occupa il 69,7% della popolazione attiva.
Questa situazione crea una miseria globale che causa oltre alla povertà materiale, una povertà morale che si manifesta attraverso corruzione e violenza.
IL PROGETTO:
I cappuccini sono in Cameroun dal 1982, sono presenti a Kumbo, Bamenda e Baffusam.
La missione di Bambui si trova a circa 8 ore da Douala, qui i padri seguono due importanti progetti:
- il Centro Emmaus: una struttura che accoglie coloro che sono stati abbandonati dalla famiglia e dalla società, nella maggior parte dei casi per problemi mentali.
- il sostegno alle carceri di Bamenda e Bafoussam
La povertà in Africa è evidente in modo drammatico nelle prigioni e nelle condizioni di vita di coloro che vi sono detenuti. Si tratta per lo più di giovani che provengono dalle città, ma anche dalle zone rurali. La vita in carcere è particolarmente dura e difficile; alla privazione della libertà si aggiungono in primo luogo gravi carenze igienico-sanitarie. I detenuti dormono in celle sovraffollate, spesso senza materassi, i servizi igienici sono malridotti e spesso senza a acqua e l’alimentazione è insufficiente. Il problema più grande per i detenuti è quello di riuscire ad ottenere la scarcerazione anche quando sarebbe dovuta, nella gran parte dei casi si finisce in carcere per reati “minimi” e per questi piccoli furti si scontano spesso pene molto lunghe. A volte, quando il prigioniero – povero, perché poveri sono coloro che compiono questo genere di reati – non può pagare le spese legali o non può estinguere la pena pecuniaria, rischia di rimanere in prigione per molti anni.
In carcere è facile ammalarsi anche gravemente, broncopolmonite, malaria, tubercolosi e AIDS, colera e altre malattie intestinali aggrediscono i più giovani già provati dalla povertà e resi ancora più deboli dalla reclusione.
A Bamenda la realtà del carcere è molto difficile nonostante l’impegno dei cappuccini; l’intervento dei frati ha l’obiettivo di migliorare la condizione dei detenuti e favorire la loro rieducazione e il loro reinserimento sociale. Il cibo giornaliero è una razione giornaliera consistente in un pugno di polenta, le celle sono fatiscenti e sovraffollate e le cure mediche inesistenti.
La popolazione carceraria nella città di Bamenda invece è di circa 700 detenuti, dei quali il 25% sono bambini e ragazzi con un’età compresa tra i 12 e i 18 anni, spesso ripudiati o senza nessun parente che possa occuparsi di loro e della situazione legale.
I Missionari Cappuccini rappresentano una fondamentale presenza umana e religiosa sempre accanto ai detenuti per affrontare le più disparate situazione di bisogno: oltre alla formazione spirituale i missionari provvedono all’integrazione alimentare (con riso, olio e verdure), al vestiario e ai medicinali necessari per far fronte alle situazioni di disagio sanitario.
Le prigioni Centrali di Bamenda ospitano attualmente una cinquantina di minori di cui una decina rimandati - ingiustamente - con gli adulti nel cosiddetto settore “waiting trial” (in attesa di giudizio) dove vivono in uno spazio stretto off limits ai visitatori a contatto con trecento adulti colpevoli delle più svariate ed efferate azioni.
I frati sollecitano e protestano per riportare i minori nel luogo di detenzione previsto dalla legge; a volte ottenendo buoni risultati qualche volta scatenando invece le ritorsioni dei guardiani (reclusione in celle piccolissime o incatenamento).
I minori incarcerati restano inevitabilmente segnati per la vita; spesso colpevoli di aver rubato piccole somme di denaro, una gallina e o di aver bisticciato con un parente si ritrovano in prigione per anni senza nemmeno aver avuto la sentenza.
La Fondazione aveva finanziato per le carceri di Bamenda nel 2003 50 letti a castello in legno con rispettive coperte e materassi e 3 PC per i corsi di formazione.
A distanza di tempo i padri confermano l’assoluta utilità e funzionalità degli stessi.
Per i ragazzi sono anche stati predisposti dei laboratori (informatica, falegnameria, meccanica, scolarizzazione) al fine di favorire un loro futuro reinserimento sociale. Ad oggi però, a causa delle difficoltà economiche, soltanto la scuola funziona, mentre i laboratori sono stati sospesi per mancanza di fondi.
A Bofussam ci sono circa 1000 detenuti di cui 30 donne e circa 100 minori. Qui la situazione è molto più difficile che a Bamenda, i minori dormono stipati in dormitori coi tetti pericolanti, senza materassi, in condizioni disumane. La giornata si svolge in un cortile piccolissimo dal quale non si esce e alle 4 del pomeriggio gli inservienti rinchiudono tutti nelle rispettive celle. Anche qui i crimini commessi dai minori riguardano piccoli furti (talvolta c’è solo il sospetto) e a differenza di Bamenda non c’è la possibilità di seguire la scuola visto che gli spazi non sono sufficienti. A Bafoussam tutti i detenuti richiedono acqua poiché le taniche messe a disposizione dai padri non sono sufficienti. Di giorno la temperatura è altissima e l’igiene personale, essendoci così poca acqua, viene completamente dimenticata (hanno tutti malattie varie della pelle).
COSA FA "aiutare i bambini":
Ad “aiutare i bambini” viene richiesto di contribuire alle spese legate al sostegno dei minori in carcere a Bamenda e Bafoussam. Nello specifico si richiede un sostegno per il pagamento dei salari dei maestri di Bamenda (informatica, cucina, sartoria, meccanica, calzoleria e agricoltura), per l’allacciamento idrico della prigione di Bafoussam all’acquedotto governativo e il rifacimento del tetto di uno dei due dormitori dei minori. “aiutare i bambini” approva il progetto e delibera una donazione di 12.700 Euro.
Per migliorare la condizione dei minori detenuti, favorirne la rieducazione e il reinserimento sociale, abbiamo bisogno del tuo aiuto. Aiutaci anche tu!
CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:
Il progetto sarà seguito attraverso i report informativi e rendiconti finanziari di Padre Gioacchino Catanzaro, responsabile del progetto. Si prevede la visita di volontari di “aiutare i bambini”.
Guarda IL REPORTAGE realizzato dal giornalista
La seconda puntata del reportage:
GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:
17 gennaio 2011 - La volontaria Samuela Castellotti visita le carceri
23 marzo 2010 - Un tetto nuovo per i giovani detenuti a Bafoussam
Il dormitorio del carcere di Bafoussam
Corso di falegnameria a Bamenda
Elena Penco, responsabile dei progetti Africa di 'aiutare i bambini', con i minori detenuti di Bafoussam

