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Adozione a distanza di un bambino ecuadoregno

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Nº progetto: 619

Tipologia: Adozioni a distanza

Campagna: Adozioni a distanza

Paese: Ecuador

Località: Quito

Numero bimbi beneficiari: 18

Scopo: Sostenere una mensa e ad un doposcuola in un quartiere povero attraverso l’adozione a distanza

In corso: Si

IL CONTESTO:

L’Ecuador ha alte potenzialità dal punto di vista economico e a livello politico il Paese gode di una certa stabilità. Sotto il governo dell’attuale presidente, l’Ecuador è entrato nell’ALBA (Alternativa Bolivariana para America Latina y El Caribe), che pone particolare enfasi sulla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale attraverso la cooperazione fra i Paesi aderenti. La nuova Carta Costituzionale, inoltre, pone l’accento su politiche di miglioramento sociale, con un occhio di riguardo per i giovani. 

La povertà è tuttavia allarmante. L’Unicef evidenzia in particolare in due punti essenziali le problematiche che interessano l’infanzia:
- la malnutrizione colpisce il 26% dei bambini sotto i 5 anni, soprattutto di origine indigena. (il tasso di mortalità infantile è di 21 morti per 1000 nati vivi - dati del 2008 -);
- la Costituzione dell’Ecuador garantisce l’educazione di base gratuita per tutti i bambini, ma in pratica le famiglie devono contribuire per la maggior parte delle spese dei libri e del materiale scolastico; di conseguenza le famiglie più povere non sempre riescono a mandare i bambini a scuola.


IL PROGETTO:

Quito è la capitale del Paese e concentra al suo interno le contraddizioni che caratterizzano l’Ecuador. In particolare, Cochapamba è un quartiere residenziale davanti all’aeroporto, a circa 3.000 metri di quota, abitato da famiglie poverissime. A Cochapamba vivono circa 6.000 persone, delle quali il 77% ha meno di 35 anni, e moltissimi bambini. Nel quartiere ci sono tantissime ragazze madri e padri senza un lavoro fisso. Tanti bambini lasciano prestissimo gli studi e finiscono col vivere in strada, spesso nelle case manca l’acqua, la corrente elettrica e i pavimenti sono ancora in terra.

È in questa parrocchia che operano le Suore del Cottolengo (Sr. Lucia, Sr. Mariangela e Sr. Franca). Assieme al parroco e al gruppo Caritas locale, le suore utilizzano dei locali adiacenti la chiesa per offrire servizi di base rivolti alla popolazione più povera ed emarginata. I bambini vengono tutti da situazioni familiari difficilissime, segnate da abbandono e povertà estrema. Tutti sono stati selezionati dalle suore sulla base della gravità delle loro situazioni familiari.

In particolare, il progetto porta avanti le seguenti attività:
- cure mediche in un centro di salute gratuito con l’aiuto di studenti di medicina;
- una mensa popolare per oltre 40 anziani poverissimi e per circa 95 bambini di famiglie povere;
- rinforzo scolare per gli stessi bambini.

Ad oggi la mensa è funzionante, ma per l’alto costo degli alimenti non è sempre possibile offrire carne o frutta o pane, spesso occorre accontentarsi di una minestra con riso e verdure. Il programma di rinforzo scolastico al momento si realizza solo un paio di pomeriggi a settimana grazie all’aiuto di volontari. I bambini che frequentano il Centro spesso non hanno alcun altro pasto oltre a quello che ricevono alla mensa della parrocchia. 10 di loro hanno gravi problemi d’apprendimento e altri 3 hanno gravi handicap fisici.


COSA FA "aiutare i bambini":

La collaborazione tra la Fondazione “aiutare i bambini” e Suor Lucia, superiora della comunità delle Suore del Cottolengo di Quito, è iniziata in seguito alla missione in Ecuador del Responsabile Progetti di “aiutare i bambini”, Stefano Oltolini, che ha avuto modo di conoscere quella realtà. Nel 2009 il Comitato Tecnico ha quindi approvato un progetto di sostegno alla mensa e al doposcuola. Durante l’anno il Centro è stato visitato da molti volontari e l’impressione di tutti è stata molto positiva: l’opera delle suore rappresenta davvero per molti bambini l’unica alternativa ad una vita poverissima.

Per questo “aiutare i bambini” e le suore del Cottolengo si sono resi conto dell’importanza della continuità per un progetto di questo tipo e si è deciso di utilizzare lo strumento dell’adozione a distanza per le successive annualità. Dal 2010 quindi “aiutare i bambini” ha iniziato un’adozione a distanza per 18 bambini.
I costi del progetto sono molto bassi e sono principalmente alimentari. Le suore ricevono donazioni da privati locali e dalla congregazione, oltre a guadagnare qualche piccola somma dalla vendita di oggetti che ricevono in regalo (per lo più indumenti). Con un piccolo aiuto economico le suore vorrebbero poter migliorare ulteriormente il servizio mensa e il doposcuola: il numero di bambini che frequentano la struttura è infatti raddoppiato.
L’obiettivo di lungo periodo del progetto è quello di poter assicurare il raggiungimento del diploma per i bambini che frequentano il Centro.
Anche per il 2011 la Fondazione accetta la richiesta e delibera un contributo di 4.000 euro.

Per saperne di più sull’adozione a distanza »


CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

“aiutare i bambini” prevede di monitorare l’avanzamento del progetto attraverso l’invio di volontari che diano una mano alle suore nelle loro attività quotidiane, ma che possano anche essere d’aiuto per la compilazione del materiale delle adozioni a distanza.


GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:

14 aprile 2011 - Il campetto sportivo è stato completato!

30 luglio 2010 - “Non gli cambi la vita, ma gli dai qualcosa di cui hanno bisogno”, il diario di Alessandra La Notte, in viaggio di nozze in Ecuador

8 marzo 2010 - “La quotidianità ci fa dimenticare quanto siamo fortunati”, il volontario Moreno ci racconta la sua esperienza

Quito è la capitale dell'Ecuador

Qui 'aiutare i bambini' sostiene una mensa e un doposcuola

in uno dei quartieri più poveri della città

Per farlo, ha attivato un progetto di adozione a distanza di 18 bambini

Aiutaci anche tu a ridare un'infanzia serena ai bambini poveri di Quito!