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Cuore di bimbi - dall’Italia all’Asia 2

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Nº progetto: 623

Tipologia: Assistenza sanitaria

Campagna: Cuore di bimbi

Paese: Kazakistan, Uzbekistan

Località: Syzganov Centre of Surgery di Almaty (Kazakistan), Centro Specialistico Vakhidov di Tashkent (Uzbekistan)

Numero bimbi beneficiari: 15 bambini cardiopatici

Scopo: Operare bambini cardiopatici

In corso: Si

IL CONTESTO:

Si stima che ogni anno nascano al mondo circa 500.000 bambini affetti da malformazioni congenite al cuore o ai grossi vasi. In mancanza di cure mediche e chirurgiche tempestive, la metà di loro è destinata a non raggiungere il primo anno di vita, gli altri andrebbero incontro a gravi problemi di crescita, di sviluppo psicosomatico, di handicap respiratori e/o circolatori. Le statistiche dicono purtroppo che circa l'80% dei bambini che presentano una malformazione cardiaca non hanno la possibilità di essere curati ed operati nel proprio Paese, a causa dell’assenza di strutture adeguate e per l’alto costo delle operazioni. Questo significa che nel mondo quasi 400.000 bambini cardiopatici ogni anno non possono avvalersi di strutture, mezzi e professionisti che diano loro una speranza di guarigione.
La cardiochirurgia pediatrica si occupa della correzione delle cardiopatie congenite fin dalla nascita; in Occidente è una specialità largamente praticata e permette ai piccoli pazienti di essere operati e riportati, nella maggior parte dei casi, ad una condizione di vita pressoché normale. Tale decorso è purtroppo impossibile nei Paesi dove un insieme di condizioni culturali, strutturali, politiche e soprattutto economiche, ha impedito lo sviluppo di un’adeguata assistenza sanitaria.
Questo è tanto più vero nel campo della cardiochirurgia dei bambini, che deve necessariamente avvalersi di personale altamente specializzato e richiede un notevole impegno organizzativo e alti costi di esercizio.

“aiutare i bambini” ha posto da diversi anni la cura dei bambini cardiopatici al centro della propria azione di sensibilizzazione e di supporto concreto. E’ così nata la campagna Cuore di bimbi, che dal settembre 2005 ha permesso complessivamente di operare circa 200 bambini in diversi Paesi.


IL PROGETTO:

Il progetto in Uzbekistan e Kazakistan rappresenta uno sviluppo del progetto pilota realizzato dal team del prof. Vanini nel 2009 e rientra anch’esso nel programma triennale rivolto all’Asia e finanziato da Mediafriends.

Sia in Kazakistan che in Uzbekistan si realizzano già interventi di cardiochirurgia pediatrica. Quello che manca è la capacità di operare i casi più complessi e conseguentemente va migliorato il livello di formazione dei medici locali.
Spesso purtroppo questi ospedali non dispongono di attrezzature moderne e la manutenzione delle attrezzature disponibili è inadeguata. A questo si aggiunge la carenza di medici specializzati, ricercatori, biologi, tecnici di laboratorio, e soprattutto di farmaci.
In questi Paesi, i bambini che presentano malformazioni cardiache più o meno gravi già dalla nascita non riescono a ricevere cure adeguate; spesso provengono da famiglie molto povere che non sono in grado di sostenere i costi relativi agli interventi chirurgici e ai medicinali.
Queste patologie devono essere curate fin dall’inizio per evitare l’aggravarsi di condizioni che mettano a rischio la vita stessa del bambino. Inoltre anche dopo le operazioni al cuore è necessario essere sottoposti con regolarità a dei controlli, talvolta bisogna anche ricorrere a successivi interventi.

COSA FA “aiutare i bambini”:

La Fondazione “aiutare i bambini” ha recentemente siglato un accordo di collaborazione con gli Ospedali Riuniti di Bergamo – Unità di Cardiochirurgia Pediatrica.

Dal 03 al 10 dicembre 2010 si è tenuta la prima missione in Uzbekistan. I risultati sono stati molto positivi e hanno permesso di pianificare gli interventi per i prossimi 3 anni, oltre ad operare direttamente 7 bambini.

Da allora il partenariato tra “aiutare i bambini” e Ospedali di Bergamo si è rafforzato, trovando ampi spazi di collaborazione anche in iniziative di comunicazione e raccolta fondi (es. presenza dei medici a interviste TV).

Per quanto riguarda il Kazakistan, si è deciso di procedere ad una visita esplorativa; il dr. Vitali Pak si è recato ad Almaty, in Kazakistan, dall'11 al 15 Febbraio 2011
La visita aveva l'obiettivo di verificare le prospettive di continuazione della collaborazione tra il centro cardiologico "Syzganov" e gli Ospedali Riuniti di Bergamo, coordinata e sostenuta dalla Fondazione "aiutare i bambini", sul modello di quanto recentemente definito per l'Uzbekistan.

Al rientro, il Dr. Pak si è detto estremamente soddisfatto dei risultati della visita. Ad Almaty, dove la Fondazione era già stata presente nel 2009 con l'equipe del prof. Vanini, ha ritrovato un clima di grande collaborazione e aspettativa rispetto al proseguimento del partenariato.
L'ospedale ha investito fortemente in attrezzature e personale qualificato. Sono stati acquistati nuovi eco-cardiografi, materiali specifici per le operazioni chirurgiche, e soprattutto sono stati reinseriti in posizioni chiave i medici e chirurghi formati nel 2009\2010 presso la International Heart School di Bergamo. Il dr. Pak ha anche realizzato in prima persona un intervento su un bambino cardiopatico assieme al team di medici locali.
Anche le organizzazioni sociali kazake che aiutano le famiglie dei bambini cardiopatici confermano il loro sostegno all'iniziativa, e mantengono elevata l'attenzione verso l'obiettivo finale del progetto: riuscire ad operare direttamente in Kazakistan anche i casi più complessi di cardiochirugia pediatrica.

I risultati di questa visita preliminare consentono di pianificare con maggiore precisione la missione medico-specialistica che si recherà ad Almaty dall' 8 al 15 aprile 2011. Alla missione parteciperanno i chirurghi Lorenzo Galletti e Vitali Pak, il cardiologo Matteo Ciuffreda e personale di supporto (anestesista, perfusionista, infermieri specializzati) per gli Ospedali Riuniti di Bergamo, la dr.ssa Heidi Haugli, coordinatrice della International Heart School di Bergamo, Stefano Oltolini e Alex Gusella per la Fondazione "aiutare i bambini".

La Fondazione coprirà i costi di viaggio e dei materiali necessari agli interventi, mentre le organizzazioni locali assicureranno la logistica e l'alloggio ad Almaty. L’ambasciata italiana collaborerà con traduttori e appoggio logistico.

Il costo della missione in Kazakistan è preventivato a 38.300 €, di cui 30.700 € a carico di “aiutare i bambini”, che pagherà in prima persona gran parte delle spese. Nel budget è previsto anche l’acquisto di un eco-cardiografo portatile usato che resterà a disposizione dell’equipe per tutto il triennio di collaborazione e verrà donato all’ospedale di Tashkent alla fine dell’intervento.

Per le successive missioni si procederà a deliberare delle estensioni di progetto di importo pari al preventivo di ciascuna missione o acquisto.

Alla prima missione hanno partecipato anche Stefano Oltolini, responsabile del programma, e Stefania Donno, fotografa di “aiutare i bambini” che ha realizzato interviste e reportage.
Al termine della missione l’Ospedale ha presentato un rendiconto e una relazione tecnica con i dati riferiti ai risultati della missione.







GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI:

- 19-26 novembre 2011 - Leggi il Blog di Arianna Plebani, desk di "aiutare i bambini" in visita al progetto in Uzbekistan

- 8 maggio 2011 - Ad aprile la missione dei medici di Bergamo
- 16 dicembre 2010 - Un successo la prima missione medica in Uzbekistan

Grazie all'evento Mediafriends "La Fabbrica del Sorriso 2009"

continuano le operazioni per bambini cardiopatici in Asia