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Acqua per la comunità villaggio Kwama

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Nº progetto: 788

Tipologia: Assistenza sanitaria

Campagna: Manca l'acqua!

Paese: Sierra Leone

Località: Kwama

Numero bimbi beneficiari: 2000 bambini e ragazzi della comunità

Scopo: Assicurare la copertura dei fabbisogni idrici della popolazione della Comunità Kwama

In corso: Si

IL CONTESTO:

La Sierra Leone emerge da una guerra civile protrattasi per circa dieci anni e il cui impatto sulle condizioni di vita e di salute della popolazione è stato devastante. Il conflitto ha intaccato gravemente la capacità delle famiglie di soddisfare i propri bisogni primari, quali un’alimentazione adeguata, l’accesso all’acqua potabile, ai servizi sociali di base e a quelli igienico-sanitari. Le donne e i bambini della Sierra Leone sono le vittime principali della diffusa povertà in cui versa il paese, la situazione più difficile la stanno vivendo i bambini, sia in contesto urbano, che nei villaggi e nelle zone periurbane.

Il progetto si rivolge alla Comunità Kwama, che ruota intorno al villaggio principale omonimo, appartenente al Koya Rural District; si estende lungo l’unica strada asfaltata che da Freetown, la capitale, conduce fuori città, verso l’interno della Sierra Leone (Lunsar, Masiaaka, Makeni). Il villaggio di Kwama è situato a 27 miglia da Freetown.
La Comunità di Kwama è popolata da circa 6.000 abitanti che vivono nei dodici villaggi, ognuno dei quali con un proprio capo villaggio. Tali villaggi formano la Kwama Community, un livello organizzativo più elevato, nato dalla necessità di aiutarsi a vicenda e condividere le risorse a disposizione. Si tratta di una regione molto vasta, ma questi 12 villaggi si sono aggregati per condividere le risorse e per migliorare il proprio territorio e le condizioni di vita, cercando di sfruttare al meglio le grandi potenzialità della zona. In origine erano villaggi abitati da popolazione di etnia Loko; ora vi sono diversi gruppi etnici: Loko, Limba, Timni, Mende e un piccolo numero di Subu.



IL PROGETTO:

Gli attori coinvolti
Il progetto è presentato dall’organizzazione CHC (Centro Internazionale Helder Camara) che appoggia e promuove progetti di cooperazione e sviluppo di varie associazioni e ONG locali. In Sierra Leone il CHC sostiene i progetti promossi dall’ONG locale CEDA (Community Extension Development Association) che implementerà il progetto proposto.

Dal 2004 CHC ha supportato la Comunità Kwama (grazie ai finanziamenti di Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, Fondazione Magnoni e ILME spa) attraverso la costruzione di 30 case, pozzi per acqua potabile, un Centro Sociale con laboratori per corsi di formazione e avviamento al lavoro, un centro sperimentale agro-pastorale per lo studio dei successivi sviluppi con la finalità di ricostruzione del tessuto sociale locale dopo la guerra civile e di stimolo delle attività produttive locali.

Per quanto riguarda l’accesso all’acqua potabile nella zona d’intervento, i risultati di un’indagine condotta nel giugno 2009 hanno evidenziato come nei 12 villaggi della Comunità Kwama i pozzi e i punti d’acqua attualmente disponibili siano insufficienti a garantire la copertura dei fabbisogni della popolazione. La tipologia dei pozzi presenti, scavati a mano, li rende facilmente danneggiabili. Nei 12 villaggi i pozzi attualmente scavati sono 22; di questi solo 4 sono in funzione, i rimanenti 18 sono crollati o rimangono secchi durante la stagione secca.
A causa di carenti risorse finanziarie e al grado di distruzione delle infrastrutture dovuta ai dieci anni di guerra civile (1991-2000), nelle zone rurali solo il 26% della popolazione ha accesso all’acqua potabile e il 6% a servizi igienici (dati 2008). Tale situazione è una delle cause che spiegano l’alto tasso di mortalità infantile (under-five mortality rate 194/1000) dovuto all’alta incidenza di malattie trasmesse tramite l’acqua.

Sul fronte dei servizi igienici, particolarmente grave è la situazione presso le 7 scuole primarie e le 2 secondarie: nonostante le latrine siano obbligatorie affinché il Governo approvi la messa in funzione della scuola, solo 3 ne sono fornite. Anche tale carenza infrastrutturale si ripercuote sull’andamento scolastico dei bambini.
Da un punto di vista della situazione igienica, nei villaggi non sono presenti latrine pubbliche e neanche presso le abitazioni, solo alcune casette costruite con il contributo dei progetti precedenti possiedono dei servizi igienici, utilizzati da più famiglie.
La mancanza di servizi igienici, infatti, non è meno importante dell’accesso all’acqua potabile. Infatti, è dimostrato come latrine fatte bene, anche con pochi mezzi, potrebbero abbattere in maniera efficace il numero delle infezioni e delle morti per diarrea. E’ proprio la mancanza di servizi igienici adeguati e non la scarsità di acqua la maggior fonte di infezioni gastro-intestinali e non.

Indicazione sintetica degli obiettivi del progetto
- Assicurare la copertura dei fabbisogni idrici della popolazione della Comunità Kwama (circa 6000 persone);
- Garantire la sostenibilità degli interventi con un’azione di accompagnamento alla gestione delle infrastrutture, promuovendo il coinvolgimento della comunità in tutte le fasi di ideazione e realizzazione;
- Massimizzare gli effetti sulla salute con un’appropriata azione di sensibilizzazione mirata soprattutto alle donne e ai bambini.

Attività previste
- Realizzazione di 4 pozzi per l’approvvigionamento di acqua potabile a uso alimentare e agricolo
- Autocostruzione di 6 latrine per le scuole e per le famiglie
- Attività di sensibilizzazione igienico-sanitaria

Risultati attesi
La popolazione della Comunità Kwama ha accesso durevole nel tempo all’acqua potabile, da usarsi per coprire il fabbisogno familiare e per incrementare le produzioni agricole, con conseguente diminuzione delle malattie.


COSA FA “aiutare i bambini”:

Alla Fondazione viene richiesto un contributo destinato alla creazione di 1 pozzo trivellato, dotato di una pompa a mano, (dei 4 previsti dal progetto nel suo complesso) e alla costruzione di due latrine per le scuole primarie (delle sei previste dal progetto) per favorire l’accesso idrico per la popolazione della Comunità Kwama e ridurre l’incidenza nei bambini delle malattie legate all’utilizzo di acqua contaminata.

La sostenibilità del progetto si basa sul coinvolgimento diretto della Comunità beneficiaria, la Comunità Kwama, costituita dall’insieme dei 12 villaggi che hanno acquisito personalità giuridica creando il KCDP. Il KCDP è stato coinvolto nell’ideazione del progetto e si occuperà della predisposizione del meccanismo di gestione dei pozzi e delle pompe, che prevede di avere un gruppo di manutentori, dotati di biciclette, attrezzi e pezzi di ricambio adeguati, acquistati inizialmente dal progetto ma successivamente da reperire grazie al fondo comune e all’eventuale pagamento di una quota da parte delle famiglie che possono permetterselo.

L’associazione locale CEDA verificherà costantemente le attività e il grado di copertura dei costi riguardanti le manutenzioni tramite monitoraggio dell’uso del fondo comune e del numero di famiglie che pagheranno la quota richiesta per l’incremento del fondo.

Il costo complessivo del progetto è di 46.000 €. I pozzi e le latrine rimanenti verranno costruiti grazie ad un contributo di Regione Lombardia ottenuto dall’associazione Helder Camara e da fondi propri.

“aiutare i bambini” accetta di deliberare un contributo pari a 11.800 euro per la costruzione di un pozzo e di due latrine.


CONTROLLO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO:

Il responsabile e referente locale del progetto è Padre Eugenio Montesi, amministratore della congregazione dei Missionari Saveriani, il quale ha trascorso 20 anni della sua vita all’opera missionaria in Sierra Leone, condividendo la terribile esperienza della guerra civile con i sierraleonesi, e tuttora vi abita. Padre Montesi è co-responsabile dell’organizzazione locale CEDA che si occupa della parte organizzativa e del coordinamento delle attività progettuali.
Helder Camara dall’Italia favorirà gli scambi e la preparazione dei rendiconti per “aiutare i bambini”.

Bambini della comunità