REP.DOMINICANA: Luigi, medico volontario all’Asilo di Monte LLanos

A dicembre Luigi Monti, volontario di “aiutare i bambini” si è recato in repubblica Dominicana a visitare i bambini aiutati dal progetto “Un asilo per i bambini rifugiati da Haiti”. Durante la sua permanenza Luigi, che è un medico, ha visitato i bambini dell’Asilo di Monte LLanos.
Ecco le sue riflessioni:
“Eccomi, sono a Monte LLano. Oramai questa cittadina, calda nell’aria e nei cuori che la abitano, è per me una meta fissa. Comincio a considerarla la mia seconda patria. Quale arcana necessità nascosta la mia?
Mentre raggiungo in automobile il piccolo asilo il mio animo si rallegra, mi sento stranamente a casa pur essendo distante più di 8000 chilometri dall’Italia. Il luogo mi è familiare, ne riconosco i suoni e gli odori, un mondo molto diverso dal mio eppure domestico.
Immerso nelle mie considerazioni giungo a destinazione senza rendermene conto. La scuola è sempre nella stessa strada. Il saluto con i volontari è cordiale e caloroso. I consueti baci di benvenuto ancora mi tradiscono. Qui si bacia la persona da salutare iniziando dalla guancia destra e non dalla sinistra come si usa in Italia, per cui finisco sempre per cozzare contro chi mi accingo a salutare e suscito una risata di gruppo.
Loro, i bambini, ci sono ancora, sono tanti, ancora più numerosi e già in attività frenetica.
Sono quasi assalito, tanta è l’enfasi con cui vengo salutato… cosa pericolosa perché è l’input per l’assalto. Te li ritrovi dappertutto, aggrappati alle gambe e alle braccia, tirano la maglietta per farsi notare. Stanno bene e si vede, solo bambini ben nutriti, curati e in un ambiente valido riescono ad esprimere tanta vitalità, tanta gioia di vivere e interesse per la scuola.
I piccolissimi, in braccio ai volontari o sul pavimento, si guardano intorno con i loro occhioni neri cercando di capire cosa stia succedendo, qualcuno improvvisamente inizia a piangere per smettere altrettanto repentinamente. Viene voglia di mordicchiarli tanto sono cicciottelli. I più “grandi”, quelli che hanno già raggiunto un minimo di autosufficienza lo dimostrano con enfasi: grida, schiamazzi, risa, corse. Neri e meticci, qualcuno bianco, che festa vederli insieme mentre giocano senza pregiudizi.
Il resto della ciurma, gli “intellettuali”, sono seduti tutti intorno a sgangherati tavoli di legno immersi nelle loro attività scolastiche. Non che manchino risa o scherzi ma l’attività istituzionale è sempre rispettata. Si studia. Poi però qualcuno interrompe...
Tutti a tavola, tranquilli e composti, si mangia! Insieme al pranzo arriva anche un silenzio che sembra stonare. L’appetito non manca, nessuno è schizzinoso, tutti sembrano apprezzare molto l’abbondante piatto che hanno di fronte, oggi pasta in bianco e pollo. Sembra irreale comparandolo a quanto succede nelle nostre case a tavola.
La tenerezza raggiunge l’apice qualche manciata di minuti dopo la fine del pranzo. Apro piano una porta di colore marrone chiaro, forse solo scolorita, e mi affaccio nella stanza adibita al riposo pomeridiano. Dormono, non tutti però, qualcuno mi vede e mi sorride, fa per mettersi in piedi, “muchacho duerma por favor” gli dico con il mio spagnolo un po’ stentato, lui capisce lo stesso e torna a sdraiarsi, ma non a dormire. Sono distesi su materassi sul pavimento, sembrano stecchi dello shanghai appena giocati. Uno accanto all’altro, qualcuno funge perfino da cuscino. E’ un reticolato di piedini e braccia con le teste che spuntano fuori come palline del tris.
Questa è la giornata tipo nell’asilo-scuola gestita dall’associazione “Los amiguitos de Cristo” di Monte LLano, paesone della provincia di Puerto Plata. Nulla di particolare, di nuovo, di diverso da quello che succede nelle nostre scuole, la differenza sta nel paese, poverissimo.
Il giorno della partenza abbiamo parlato molto di quanto avevamo condiviso in passato ricordando i tempi tristi e duri della creazione della scuola, di quello che era e di come potrà ancora svilupparsi. Una frase più delle altre ritornava sovente: “tutto questo si è potuto realizzare solo grazie alla mano amica e sensibile di “aiutare i bambini”. Sembra scontato, ma non lo è. Non lo è per niente”.
Luigi Monti
Leggi la sua testimonianza anche sul numero di Panorama del 24 dicembre 2008 » (pdf, 1 Mb)