BOLIVIA: Diana con i bambini di Cochabamba
Diana Metcalf, volontaria di “aiutare i bambini”, si è recata a Cochabamba dove è attivo il progetto della Fondazione “Adozione a distanza di un gruppo di bambini dell'asilo Alondra”. Diana ci aggiorna sulla situazione del progetto e dei bambini coinvolti:“L’asilo é abbastanza lontano dal centro città, in un abitato che si arrampica lungo le pendici della cordillera cochabambina, zona disagiata con strade non asfaltate.
Ho incontrato Padre Mario nella Casa Inspectorial dei Salesiani. Con lui ho voluto chiarire la mia posizione di semplice volontaria come lo sono stati prima di me Davide e Irene. Ho avuto modo di conoscere la sua assistente, la signora Rosalyn con la quale proprio questa mattina mi sono recata all’asilo.
La struttura dell’asilo é abbastanza nuova e i locali, pur non essendo molto ampli, sono ben decorati e puliti. L’equipaggiamento generale é sufficiente, dispongono di sedie e tavoli e di giocattoli, di alcuni letti e materassi, anche se la signora Sara che gestisce l’asilo, racconta che hanno avuto recentemente dei problemi di termiti, il che non sorprende poiché l’asilo e circondato da campagna.
Ho avuto modo di chiaccherare a lungo con la signora Rosalyn, la quale si e dimostrata estremente gentile, e mi ha proposto di visitare molti progetti che OFPROBOL gestisce qui a Cochabamba e in Bolivia, e di acceder anche ad altri attraverso dei suoi agganci. Sono sicura dunque che questa esperienza sara extremamente “feconda”.
Il lunedì ho iniziato la mia attività di volontariato all’asilo.
Nonostante le lezioni siano già iniziate, la guarderia continua a ricevere iscrizioni, soprattutto al nido, che accoglie 11 bambini dagli 8 mesi ai 2 anni.
Complessivamente il numero dei bambini supera i 60 divisi fra nido, taller inicial, pre- kinder e kinder. In ogni corso ci sono circa 10-15 bambini.
Durate questi primi giorni ho avuto modo di parlare con le educatrici (una per ogni corso), tutte molto giovani e con storie alle spalle non facili (l’educatrice che segue i bambini del nido ha appena 19 anni e il primo figlio lo ha avuto a 15 anni). Quasi tutte hanno bambini che frequentano l’asilo.
Pur non essendo professionalmente qualificate sono però piene di amore e di attenzione verso i bambini, per i quali si vede che le maestre sono dei veri punti di orientamento e per molti una fonte di carezze ed abbracci.
Molti bambini infatti soffrono di carenze di affetto nella famiglia, per alcuni composta da nonni o zie perché i genitori sono migrati in Spagna a lavorare.
In altri casi, pur vivendo con il bambino, i genitori non prestano loro l’attenzione necessaria, non lo vengono a prendere finite le lezioni, non gli comprano una merendina... piccole cose che fanno sì che alcuni soffrano e tendano, per farsi notare, a essere un po’ violenti, ad avere comportamenti sopra le righe, ad avere il pianto facile...
Appena arrivati all’asilo viene loro offerto o una tisana o un frutto, poi comincia una attività; alle 10.30 mangiano le merendine portate da casa nel patio dove possono giocare e correre. Verso le 12 mangiano tutti insieme nel comedor al primo piano; ritornano in classe e ricevono una merenda nel pomeriggio, prima di andare via.
Alcuni di loro hanno delle difficoltà a mangiare e in un paio di casi, mi dicevano le insegnanti é imputabile al fatto che in casa non mangiano o lo fanno in modo molto disordinato. Ma sono tutti bambini pieni di entusiasmo, di voglia di divertirsi, e mi hanno accolta con tantissimi sorrisi e “hola, como te llamas?”, invitandomi a giocare con loro, a guardare il pupazzo che si portano da casa, chiedendomi di essere accompagnati al bagno...
In questi giorni ho avuto modo anche di parlare con le mamme di due bambini che hanno ricevuto la borsa di studio.
La prima, una signora sui 50 anni, mi ha raccontato di avere 11 figli e di essere una ambulante.. Il marito causa incidente è rimasto paralizzato.
La seconda è una ragazza di 18 anni con due bambine, la più grande di 4 anni, uno dei genitori più in difficoltà dell’asilo: la giovane età, la mancanza di esperienza e l’estrema povertà fanno si che le bambine soffrano mali di tutti i tipi. Arrivano all’asilo sporche, senza merendina e vi vengono lasciate oltre l’ora di chiusura. La più piccola, una creatura meravigliosa che ha poco meno di un anno, ha avuto un problema dermatologico piuttosto serio: la madre per risparmiare sui pannolini non la cambiava... un giorno la maestra, nel lavarla perché era troppo sporca, si é resa conto che aveva la pelle piagata…...
Qui a Cochabamba la situazione economica di alcuni è veramente grave, e l’appoggio economico che riceve l’asilo è sicuramente importante.”
Diana Metcalf




