io volontario

area riservata



registrati
Hai dimenticato la email o la password? »
Dona ora. Fai click subito! »
Home page

SENEGAL: “E’ stato come tornare in una grande famiglia”

PDFStampa

Le volontarie Cecilia De Feudis e Tamara Ircani hanno visitato il progetto senegalese “Adozione a distanza di un gruppo di 43 bambini.

Una delle attività da loro svolte all’interno della struttura scolastica è stata la creazione di un laboratorio di attività manuali: grazie al materiale didattico portato dall’Italia e al valido aiuto degli insegnanti, le volontarie hanno potuto realizzare diversi lavori, tra i quali girandole, fiori, quadretti, disegni con tecniche particolari… Una parte di queste creazioni sarà utilizzata per abbellire ciascuna classe, alcune girandole sono state utilizzate per abbellire una parete della mensa.

Cecilia, per il secondo anno consecutivo in visita al progetto, condivide con noi le emozioni più belle di questa seconda esperienza con i bambini della scuola di Ngarigne:

“E’ difficile trasmettere in poche righe il turbinio di emozioni e sensazioni vissute anche quest’anno per la seconda volta con i bambini di Ngarigne.
E’ sempre complicato capirsi parlando due lingue diverse, ma i sorrisi spontanei nati sui nostri e sui loro visi valgono più di mille parole, la barriera linguistica svanisce come per incanto.
Non pensavo che tornare alla scuola Visconti mi avrebbe frastornato così tanto, eppure è successo, di nuovo. E’ stata una gioia riconoscere alcuni e sapere che molti di loro mi portano nel cuore come io porto tutti loro nel mio, è stato come tornare in una grande famiglia.

E’ stato un lavoro molto impegnativo, con molto poco spazio libero…. Ci siamo improvvisate cameriere, aiutando nella distribuzione dei pasti alla mensa agli oltre 300 bambini della scuola, insegnanti, con le lezioni di lavori manuali nelle classi, e pittrici, dedicando ogni momento libero della giornata a rendere la mensa più allegra, decorandone i muri con la nostra arte naif.
Sono tanti i momenti da ricordare, come quando A. è magicamente diventato il re A. trasformandogli il lavoro errato in una corona e da lì tutti in classe, imitandolo, sono diventati per un momento re e regine con corone verdi, arancioni… oppure quando C. si è autoeletto mio assistente per la creazione del gatto animato nella sua classe… oppure quando stupite abbiamo ascoltato i bimbi dell’asilo che sono riusciti ad imparare una canzoncina in italiano… oppure… quando S. mi ha chiesto se anche quest’anno avrei fatto le sculture di palloncini, perché le piacciono tanto… oppure… oppure… .
Tutto ciò rimarrà per sempre nei miei pensieri, come l’intenso ultimo giorno colmo di emozione per la sorpresa preparata per noi.
Dopo la pausa del pranzo, noi con tutti i bambini e gli insegnanti riuniti in cortile, abbiamo ascoltato dal direttore della scuola e poi dal responsabile del progetto il discorso di ringraziamento a noi e alla fondazione. E’ stata poi la volta di K. una bimba dell’ultima classe, che con la voce rotta dall’emozione, ha voluto parlare a nome di tutti i bambini. A. ci ha fatto un disegno per ringraziarci del lavoro svolto con loro e infine la consegna del diploma per il nostro impegno.

Come fermare le lacrime? Purtroppo no, non ci sono riuscita e cosa ancora più toccante non ci sono riusciti neanche i bambini. Tutto ciò può solo significare che c’è stato un sincero e profondo scambio di affetto.
Nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo i bambini sono privati della loro infanzia, viene insegnato loro anche a scuola ad essere dei piccoli adulti. L’anno scorso mi sono chiesta che senso potesse avere andare giù per poco tempo e dare vita a questo laboratorio, ora so che un c’è un senso, lo hanno dimostrato i bambini con il loro entusiasmo, con il loro impegno e voglia di fare; dedicare qualche ora della giornata a questi lavori è stato per loro puro svago e divertimento, e purtroppo non hanno molti momenti come questi!

Albert, il responsabile di progetto, ha concluso il suo discorso citando un detto senegalese: 'Se ci fosse una parola più grande e profonda di grazie per poter esprimere ciò che abbiamo nel cuore verso di voi, la useremmo. Ma dato che non c’è, vi diciamo semplicemente grazie' ".

E Tamara aggiunge:

"Consiglio a chiunque questo tipo di esperienza, perchè dopo averla fatta ti cambia il modo di vivere  la vita, cambia il tuo modo di pensare, cambiano i tuoi occhi, il modo di vedere le cose che ti circondano. Una volta tornato a casa ti senti diverso, migliore, più ricco di prima.

Il fatto di essere catapultati in un ambiente dove clima, abitudini, religione sono diversi dal nostro oltre ad arricchire il tuo bagaglio culturale, ti fa conoscere un'altra faccia del mondo, che poi è lo stesso in cui viviamo noi. Ed è proprio questo il punto, viviamo sotto lo stesso cielo e sopra la stessa terra, abbiamo solamente POSSIBILITA' diverse.

Io sono nata dalla parte fortunata del mondo e mi sento in dovere di tendere la mano a chi ne ha bisogno, ma dopo aver incontrato gli occhi e i sorrisi di quei bambini ho scoperto che è anche un piacere.
Il fatto è che quest'esperienza non mi lascia, mi accompagnerà per sempre dentro me, nella mia mente, nel mio cuore, sulla mia pelle, parte dei miei pensieri tornano sempre laggiù... in Senegal"

 



La volontaria Cecilia

Le volontarie hanno decorato le pareti della scuola e della sala mensa

e insegnato ai bambini

a creare decorazioni

stimolando la loro fantasia e creatività.