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BIRMANIA: ‘Time lost is never found’

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Roberto Fornari e Doriana Cavaliere, da anni volontari di “aiutare i bambini”, hanno vissuto un’intensa esperienza di volontariato in Birmania presso il progetto sostenuto da "aiutare i bambini" Centro Eden per bambini disabili”, e lo “Special Unit Center” centro invece gestito e supportato dal partner locale 'New Humanity'.
Roberto ha scritto una testimonianza ricca di emozioni: buona lettura!

Time lost is never found!!!
L’alba. E nuovamente giorno! Un buon giorno??
A Yangon, in un distretto lontano dal centro, lontano dal mondo e da tutto, esiste un luogo dove il giorno è lo specchio del giorno precedente. Sempre.
Aprire le porte alla speranza in quel luogo è come trovare la goccia che ha fatto traboccare il vaso... ma tutto è possibile!!
Ma veniamo a noi. Doriana ed io siamo felici ed eccitati per la partenza. Il Myanmar ci sta aspettando. Un progetto con bambini disabili da sostenere (lascio a chi leggerà queste parole  informarsi sia sulla difficile situazione politica di questo paese sia cosa significa essere disabili nella cultura orientale).
Nella mia valigia poco spazio per il vestiario. La valigia è piena di tutti quegli oggetti “magici” che danno colore alla figura del clown. Doriana ed io tenteremo di regalare un po’ di felicità con la terapia del sorriso.
Tutto è pronto, ma...(e lo scopriremo solo dopo qualche giorno) noi non eravamo pronti per quello che avremmo visto.
I primi giorni passano velocemente bene. Al centro Eden (un centro per bambini non abili e con bambini con la sindrome di down) veniamo accolti come degli artisti ... tutti si aspettano uno spettacolo clown... Doriana è preoccupata; io un po’ meno, ma dato che il pubblico è formato da bambini è stato più facile del previsto farli ridere.
Certo, non era proprio questo quello che ci eravamo proposti. Sì vestirsi da clown, ma non fare uno spettacolo e poi via verso un altro spettacolo in un altro centro. Sì alla terapia del sorriso, ma la stessa non è da confondersi con il circo. Sì fare ridere i bambini, ma ancora più importante è fare nascere un po’ di complicità con loro per potere dare (e ricevere) un po’ d’affetto. 
Comunque tutto procede per il meglio. Abbiamo aggiustato il tiro e nei giorni successivi sì che abbiamo fatto lo spettacolino, ma abbiamo anche ritagliato del tempo per giocare, coccolare e vivere coi bambini.

“Special Unit Center”
Ma quanto amore abbiamo ricevuto?????  No! Non riesco a spiegartelo.
Dopo poco li avevamo tutti intorno. Quanti momenti magici, quanta felicità nei loro occhi.
Finalmente, dopo chissà quanto tempo, quel giorno non era lo specchio del giorno precedente. Era un giorno con un sole speciale.
Certo, tutto sembra bello.
Né io né Doriana ci siamo accorti che una bimba paralizzata era rimasta a pochi metri da noi e che non ha partecipato ai momenti di allegria. Era lì, buttata per terra. Immobilizzata dal suo corpo.
Ma è di M. che vi voglio parlare. M. è la bimba spastica. M. è sole.
Riesce a fare pochi movimenti completamente scoordinati. Non riesce a parlare ma a fare solo qualche verso. M. avrà più o meno 4 o 5 anni. M. è bellissima. La sua bellezza è rappresentata dalla sua forza per la vita. Ogni momento, ogni secondo lei ti fa capire che esiste. Ti fa capire che vuole partecipare ad ogni attività. Abbiamo fatto un gioco con le palline. M. non era assolutamente in grado di lanciarle ma ha voluto lo stesso fare parte del gioco. Ha chiesto di ricevere un palloncino a forma di cuore perché crede nell’amore. Quando abbiamo fatto il gioco di mettersi in posa come delle modelle anche M., a suo modo, si è messa in posa. Che momenti!  E poi ... e poi, come posso farmi capire?,  quando l’ho presa in braccio  e, per la prima volta nella sua vita, l’ho fatta ballare. Io giravo nello spazio... cantavo ... e lei rideva. Quanto rideva. Lacrime dai miei occhi. Lacrime di felicità M. ti fa capire che la vita è un qualche cosa di meraviglioso. Sempre.
Ci sarebbero mille e più altri momenti da raccontare, ma mi fermo qui.
Doriana ed io ringraziamo di cuore New Humanity per quello che sta facendo. Sostiene tanti progetti in questo paese: dal centro Eden, alle scuole monastiche, all’istituto per bambini sordi, ad un orfanotrofio con bimbi piccoli piccoli e naturalmente lo “Special Unit Center”. Grazie a Ludovica, a Sissi e a tutto lo staff in Myanmar.
I ringraziamenti finali vanno alla fondazione di cui Doriana ed io facciamo parte: “aiutare i bambini”, che sostiene il progetto Eden. Grazie per averci dato le chiavi del portone che ha aperto la strada per vivere queste emozioni e per tutto l’aiuto concreto che arriva direttamente ai bambini.

Roberto Fornari
P.S.: “time lost is never found”, il tempo perso non viene più recuperato, ma anche tu hai ancora tempo per dedicare un attimo della tua vita a chi ha bisogno anche solo di una carezza.



Roberto

e Doriana

hanno giocato con i bambini,

e accompagnato le loro giornate al Centro Eden

facendo sentire ogni bambino...semplicemente un bambino!