KENYA: lezioni a scuola, gite e tanti giochi
Un gruppo di cinque volontari (Daniele D’Ascoli, Manuela Lombardo, Camilla Marinelli, Paola Pirra, Marco Puzzolo) nel mese di giugno sono stati a Bomet, in Kenya, per visitare il progetto “Adozione a distanza di un bambino del Kenya”. I volontari hanno svolto attività nelle classi, portato i bambini in gita al Masai Mara e fatto uno studio sulle problematiche dello stoccaggio dei cereali. La permanenza dei volontari è stata molto apprezzata dai bambini e dai referenti del progetto in loco che, in seguito al ritorno del gruppo, hanno scritto una lettera di ringraziamento.La volontaria Paola Pirra ha deciso di condividere con noi parti del suo diario scritto durante questa esperienza:
Lunedì 21 giugno – Greetings from Kenya
Sono arrivata sana, salva e molto felice!
Vorrei riuscire a trasmettervi quanto è "tanto" quello che ho trovato, ma non credo ci siano parole per descriverlo.
Tanti tanti tanti bambini, talmente tanti che quando li hai tutti intorno non sai chi guardare... cantano, giocano, ridono in continuazione.
Litigano per chi ti può prendere per mano e tu non sai come fare perché di mani purtroppo ne hai solo due...
Vivono in condizioni modestissime, è impressionante quanto siano autonomi e diligenti nei loro piccoli doveri quotidiani: lavare il piatto e la tazza che hanno usato per mangiare, lavarsi i vestiti, aiutare i più piccoli...
Insomma questo viaggio ha già trovato il suo perché, se dovessi tornare a casa domani ne sarebbe già valsa la pena. E invece continua...
Venerdì 25 giugno – Masai Mara
Oggi abbiamo portato i bambini in gita al Masai Mara, un parco nazionale in mezzo alla savana dove si trovano un sacco di animali... e così è stato: giraffe zebre elefanti ippopotami coccodrilli scimmie gnu antilopi etc etc.
Sveglia ore 3 per partire alle 5 meno un quarto (!) con uno scuolabus anteguerra 42 posti, noi eravamo 55 (47 bambini+8 adulti). Quattro ore di viaggio esclusivamente su strade sterrate... uno sbattimento esagerato!!!
I bambini però sono incredibilmente educati e pazienti: non chiedono nulla, non si lamentano mai, aspettano qualsiasi cosa con dignità e rassegnazione... non si muovono prima che venga dato loro il "permesso". Eppure sono vivaci, allegri, erano super eccitati per questa gita fuori porta e per tutte le cose nuove che vedevano.
E' stata una bellissima giornata, il Masai Mara veramente uno spettacolo.
Tanto la natura è generosa e abbondante in questa terra africana, quanto invece il destino dei suoi abitanti può essere "crudele".
I bambini accolti qui sono più di cento, divisi tra "casa" (dove ce ne stanno una trentina, dai 5 ai 9-10 anni) e "scuola" (dove ci sono dei dormitori per maschi/femmine).
I papabili per la gita sono stati scelti tra i "nuovi", i bambini che sono qui da meno tempo, che non hanno mai conosciuto volontari o fatto gite...
Stamattina alla partenza, dei 30 di casa ne sono rimasti fuori 5, che in teoria avevano già partecipato ad una gita al Masai Mara... Peccato che quella volta il pullman si è rotto e non sono mai riusciti ad entrare nel parco.
Anche loro svegli alle 3, stavano in disparte a guardare gli altri che facevano la fila per salire sul pullman... se ci penso, mi viene ancora da piangere.
(Gli é stato promesso che andranno ad agosto, quando ci sarà un altro gruppo di volontari... ma tant'è).
Venerdì 12 luglio – Kibera
Siamo arrivati alla fine... ultima tappa oggi Kibera, lo slum più grande e popolato di Nairobi.
É stata una visita privilegiata, per mano a dei bambini di strada che adesso vivono in un centro di prima accoglienza nello stesso quartiere in cui fino a qualche tempo fa vagavano abbandonati a se stessi e sottoposti a chissà quali abusi … [visita ad un progetto avviato da un missionario italiano che opera a Nairobi, ndr]
Ancora una volta non ci sono parole per descrivere la realtà di questa accozzaglia di lamiera, spazzatura e disperata(?) umanità.
Per noi sono condizioni disumane, considerando che ci vivono più di un milione di persone mi chiedo dove stia il confine tra umano e dis...
É altrettanto incredibile il lavoro che viene fatto con questi street children, con l'obiettivo di dare loro la speranza di un futuro (neanche migliore).
Per quanto siano state significative le 3 settimane passate a Bomet, avrei voluto che il viaggio ricominciasse oggi da qui (... e invece sono già in aeroporto per il volo delle 4:30 am).






