BRASILE: Casa dos sonhos, un sogno che è realtà
Quest’estate Katia Mazzoni e Silvia Pedron, due volontarie di “aiutare i bambini”, hanno visitato il progetto di adozione a distanza a Santa Rita."Come i ninos de rua, avete mai camminato per strade a voi ignote, senza nulla addosso se non i vostri vestiti? Se non l’avete ancora fatto, beh, provate! Una completa impotenza sotto il cielo e di fronte al mondo… Forse basterebbe camminare così per non cadere nel tranello di un’onnipotenza illusoria!".
Questi alcuni versi del diario che Katia ha cercato di scrivere durante la sua esperienza in Brasile.
"Milano, 4 agosto 2010 ore 4:00 del mattino… Partenza. In attesa del taxi Silvia ed io, sedute sugli scalini di una chiesa. Il vento ci parla servendosi delle foglie degli alberi, mentre Milano tace e noi con lei. Ore di viaggio e l’accoglienza di suor Judith e Estela, che incredibilmente ci riconoscono e con sorrisi e braccia aperte ci danno il benvenuto. L’autenticità si fa reale nei loro volti, in quel linguaggio d’amore che lascia spazio solo all’essenziale. Paraiba, Brasile: fuoco di colori, profonda passione selvaggia e musica di vita che anima le strade delle città ed entra nelle case, regalando la vera parità tra gli uomini nella ricchezza contraddittoria delle sue note gioiose".
Judith ed Estela sono le responsabili del progetto: due suore domenicane argentine estremamente coraggiose con una fede profonda negli esseri umani. La loro materna tenerezza è un solido punto di riferimento per i bimbi della favela della città di Santa Rita, che vivono sostanzialmente abbandonati a se stessi. I "meninos de rua", con un’età media tra i 5 e i 17 anni, vivono tra alcolismo, droghe e maltrattamento, carenze educative, sanitarie e alimentari, e spesso sono vittime di abusi sessuali. Alcuni non hanno più nessun legame con le loro famiglie di origine perché abbandonati (la figura paterna è per la maggior parte di loro inesistente), altri, pur mantenendo un'appartenenza familiare, vivono e lavorano sulla strada. Alcuni bimbi fanno uso di droghe per evadere dalla realtà che li circonda e finiscono con l’affiliarsi a bande di trafficanti.
Judith e Estela vivono la comunità di Santa Rita e si espongono anche nel denunciare le situazioni in cui i genitori non accudiscano i figli, o nel caso in cui questi vengano picchiati o abusati, sfruttati nel lavoro minorile o utilizzati per lo spaccio di droga. Dedicano inoltre del tempo alla comunità facendone visita ai membri per la distribuzione di medicinali, la medicazione di ferite o più semplicemente per svolgere attività di supporto e dialogo. Inoltre le suore fanno anche da tramite con le organizzazioni politico-amministrative tra la città, la favela e la Casa dos Sonhos, aiutando le famiglie nel fare la richiesta di sussidi statali di natura economica, materiale o alimentare e molto spesso si dedicano anche alla loro distribuzione.
Il progetto si sviluppa in un centro comunitario chiamato "Casa dos Sonhos", che ha l'obiettivo di appoggiare i minori con azioni di prevenzione e formazione, che possano svilupparne la creatività, le capacità personali e favorire un futuro lavoro per i “meninos de rua”, ponendo le basi a livello educativo, sanitario, affettivo, sociale e spirituale. Vengono svolte lezioni in aula durante le quali si realizza un rinforzo della lingua brasiliana e di matematica ma anche giochi, l’invenzione e la rappresentazione di scenette, la memorizzazione di canzoni, corsi di capoeira, informatica, musica con l’insegnamento di strumenti musicali, circo, ecc.
La "Casa dos Sonhos" accoglie in complessivo tra mattina e pomeriggio circa un centinaio di bambini, ai quali viene offerta una colazione-merenda al loro arrivo e un pasto (pranzo o cena) prima che vadano via. Della preparazione del cibo e della pulizia della casa si occupano ogni mese cinque mamme volontarie a rotazione, a cui viene garantita una spesa base di cui usufruiscono in tal modo venti famiglie. Le stesse mamme sono state poi coinvolte nella realizzazione di prodotti di artigianato locale per il quale si sta ultimando un laboratorio.
"Casa dos Sonhos: la povertà diventa ricchezza, la vaghezza orizzonte, la disperazione speranza, la noncuranza direzione, l’incertezza disciplina, il pianto conforto, il grigiore colore, la monotonia allegria, la solitudine pace, l’inquietudine tregua e l’egoismo famiglia, in un sogno che è realtà".
Far acquisire a questi bambini la consapevolezza della loro esistenza, offrire loro la possibilità di imparare a “fare” qualcosa per conto proprio e dar loro una prospettiva di vita diversa rispetto a quella dei loro genitori per la maggior parte assenti, risulta essere fondamentale per spezzare questo circolo vizioso di povertà economica ma anche sociale, culturale e spirituale.
Per saperne di più sulle adozioni a distanza »
Katia con i bambini
La volontaria mentre aiuta i bambini nello svolgimento dei compiti
Alcune delle mamme volontarie
Silvia durante l'attività di pittura
Grazie a Katia e a Silvia per aver trascorso allegre giornate con i bambini di Santa Rita!

