L’AQUILA: “L’effetto che questo terremoto ha fatto sull’animo delle persone”
Paolo Brusaferri aiuta nelle attività di sede dell'Ufficio Progetti Italia di "aiutare i bambini".Si è recato a L'Aquila dove ha potuto verificare l'effettivo impegno delle persone coinvolte nel progetto "Borse lavoro con i Salesiani".
Ecco il suo racconto:
"Prima di parlare del progetto, penso sia opportuno fare qualche considerazione personale sull’Aquila del dopo terremoto.
Comincio da una considerazione quasi banale sul clima. Mentre a Roma la primavera corre verso l’estate, con le sue calde sere da spendere all’aperto con al massimo un golfino leggero, all’Aquila c’è tutto un altro clima: me ne accorgo dall’aria molto “frizzante” nonostante il sole, man mano che mi avvicino all’Appennino e me lo conferma Carlo - il responsabile del Centro Salesiano e responsabile del progetto - che mi accoglie davanti al centro provvisorio: stanotte la temperatura è scesa a zero gradi!
L’Aquila l’ho visitata più volte molti anni fa. Oggi fa davvero dolore vedere i segni di distruzione e l’abbandono forzato.
La cosa curiosa è che da lontano gli effetti del terremoto non sembrano così devastanti: i piani alti delle case sembrano quasi intatti, ma quando ci si avvicina ci si rende conto delle lesioni irreparabili. Molte di queste case dovranno essere abbattute, di qualcuna si potranno salvare i pilastri in cemento armato.
Ma sicuramente quello che più fa impressione è l’effetto che questo terremoto ha fatto sull’animo delle persone. Non si rimane indifferenti nel vedere (almeno in un paio di occasioni nelle brevi ore della mia visita) delle persone affacciate alle reti di protezione mentre contemplano la loro ex casa, nella quale non rientreranno forse più!
Anche se i lavori di ricostruzione immediatamente dopo il terremoto hanno dato nuovi alloggi, i nuovi centri non hanno servizi, né negozi, né strutture pubbliche e così la vita sociale è profondamente cambiata.
La situazione economica, che già era divenuta difficile a causa della chiusura di alcune grandi aziende della zona, è sensibilmente peggiorata. Le piccole imprese e i commercianti per poter mantenere le loro attività devono fare i conti con spese impreviste; lo stesso centro salesiano deve acquistare i container (prezzo medio 30.000 €) o affittarli (costo dai 900 ai 1.100 € al mese). Al momento l’edilizia è l’unica attività fiorente, ma molte aziende ricorrono a lavoratori stranieri: gli immigrati sono saliti dai 2.100 pre-terremoto agli attuali 8.700; alcuni di loro dormono clandestinamente nelle case semidistrutte.
Questo contesto così difficile non può non toccare i giovani e così la situazione abruzzese che era sempre stata considerata un’isola abbastanza felice, comincia a mostrare i primi segni di degrado. Un forte degrado che assomiglia alla dimensione dell’abbandono senza riferimenti e senza regole.
C’è quindi un grande lavoro per Carlo, che conosce molto bene la realtà locale, visto che ormai sono 26 anni che opera all’Aquila.
Ci dice che purtroppo nella situazione attuale si fa davvero fatica a mantenere le sovvenzioni anche da Provincia e Regione, senza parlare delle Banche che hanno dato una forte stretta sul credito. In questo contesto l’intervento di “aiutare i bambini”, che finanzia 4 borse lavoro per altrettanti ragazzi (tre ragazze e un ragazzo, in questo caso), dà una piccola boccata d’ossigeno.
Il progetto, che fa parte della campagna “Giovani al lavoro” promossa quest’anno da “aiutare i bambini”, consiste nel cercare aziende che accettano di far apprendere ai ragazzi un mestiere e tenerli con loro per 9 mesi. I ragazzi sono seguiti da un tutor, che settimanalmente parla con loro e con i datori di lavoro per individuare possibili problemi e trovarne la soluzione, con l’obiettivo non solo di dare occupazione ai quattro ragazzi, ma anche così di risolvere i loro problemi interiori.
Con Carlo e Giuseppe (un altro volontario di “aiutare i bambini” che dovendo seguire altri progetti all’Aquila ha approfittato per accompagnarci), siamo andati a trovare le tre ragazze nel loro posto di lavoro (il ragazzo lavora part time – due giorni e mezzo ogni settimana - e non era possibile incontrarlo sul posto di lavoro). Abbiamo visitato due negozi di parrucchiere dove abbiamo incontrato i proprietari, persone davvero eccezionali, che ci hanno parlato con entusiasmo dell’esperienza e dei risultati che, pur se all’inizio, cominciano ad intravedere.
Ci hanno mostrato i registri presenze. Fanno parte della documentazione che i tutor dei ragazzi aggiornano di giorno in giorno: ogni azione è infatti documentata con lo scopo di tracciare tutti i progressi e (perché no?) anche possibili difficoltà. Lo scopo di tutti (delle Associazioni che finanziamo e della Fondazione “aiutare i bambini”) è quello di capire come poter fare di questa campagna uno dei molti successi nel trasformare bambini e ragazzi bisognosi di attenzioni in soggetti autonomi, capaci a loro volta di essere parte attiva e responsabile nella società civile.
Abbiamo ovviamente anche parlato con le ragazze e le abbiamo viste all’opera: chi lavava i capelli, chi cominciava a pettinare, una di loro era andata a prendere il caffè al bar vicino e lo porgeva alle clienti con assoluta disinvoltura e affabilità.
A noi che, nonostante i nostri sforzi nell’apparire affabili e disinvolti, potevamo sembrare degli “ispettori”, hanno giustamente riservato un timido sorriso da cui traspariva apprezzamento e riconoscenza (sorriso che vogliamo trasferire a tutti voi che ogni giorno aiutate “aiutare i bambini”).
Prima di terminare la nostra visita, Carlo ci fa visitare le altre attività del Centro di Formazione, che opera nei container in un luogo che era un parco cittadino: aule di informatica, scuola per elettricisti, officina per la riparazione delle autovetture, ecc. La nostra visita è terminata, prima di uscire diamo un’occhiata al “compito” che hanno fatto i ragazzi che si occupano dei pannelli fotovoltaici e ci diamo appuntamento ad ottobre, per rifare il punto della situazione."
Paolo Brusaferri
Il volontario Paolo Brusaferri
L'oratorio salesiano
Giovani al lavoro come parrucchieri
Momento di teoria in classe
Pannelli fotovoltaici

