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DIARIO DALLO SRI LANKA: dal 7 al 9 settembre 2006

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7 settembre 2006

Ho buone novità. Ho avuto parecchi incontri con le autorità locali responsabili dell'educazione. Era necessario ufficializzare la nostra situazione con accordi scritti, soprattutto adesso che la sicurezza è così a rischio e i controlli molto più rigorosi. Servivano i permessi ufficiali per far passare pietre, cemento e mattoni per la costruzione della cucina, che cominceranno domani e spero vengano completati in una settimana. Nel frattempo le schede per la scuola di Koththiyapulai sono quasi terminate, anche se da parte di "aiutare i bambini abbiamo avuto la piena disponibilità ad iniziare il progetto anche senza le schede pronte, vista la situazione. E di questo li ringrazio infinitamente ( ndr "aiutare i bambini" desidera far partire a Koththiyapulai un nuovo progetto di adozione a distanza a favore dei bambini e della popolazione del villaggio).

Rimangono pochi giorni e qui ogni cosa richiede tempi molto lunghi, bisogna imparare ad avere pazienza. Ho i giorni contati e la missione ha avuto anche dei costi alti: Batticaloa è molto più cara di Valaichenai e tutto, con la guerra, è aumentato di prezzo.
Comincia ad avvicinarsi la preoccupazione di come mi sentirò quando dovrò andarmene. La nostra presenza, per piccola che sia, è importante, e credo che Perilmondo debba molto crescere in questo senso, ed essere presente in maniera più continuativa. Le ONG, oltre che portare aiuto concreto, sono le uniche testimoni di ciò che accade, per questo sono così scomode.

9 settembre 2006, ore 8.18

Finalmente oggi la connessione internet all'Hindu College è stata attivata! Quanti avanti e indietro, ma adesso gli studenti possono finalmente navigare su internet, scaricare informazioni e comunicare con il resto del mondo! Anche se piano le cose si muovono, i cambiamenti richiedono grandi sforzi e grande pazienza. Mi meraviglia sempre vedere con quale velocità le nuove tecnologie e i nuovi strumenti informatici raggiungano le aree più impensabili, consentendo una vicinanza che forse a volte ci priva di romanticismo e di poesia, ma che, in situazioni come quella in cui si trova Sri Lanka ora, sono importantissimi. E mi stupisce anche vedere che, come è per me, quando seguo le notizie da Padova, anche qui spesso le cose si sanno da internet prima che dai giornali o dalla gente.

Qui ci sono tanti ragazzini brillanti che meritano il meglio e hanno solo bisogno di opportunità. Ed è importante essere qui in questo momento e dare una continuità al nostro lavoro anche adesso che il paese è in guerra.
Uno dei miei amici più cari, che si occupa da anni di cooperazione, mi ha fatto riflettere su costi e benefici di questa missione, forse i rischi per noi sono troppo alti. Ma credo che sia giusto lavorare fin che ci sarà possibile, dimostrare il nostro impegno nei confronti della popolazione locale e stare con i bambini e i ragazzi, che, insieme a noi, potranno continuare a sognare.

Oggi un piccolo episodio mi ha messo in allarme, una persona è arrivata fino alla mia stanza importunandomi e facendomi quasi spaventare. Qui si può diventare facili bersagli, si sta sempre con gli occhi ben aperti e al minimo problema si entra in stato di allerta. Il proprietario e i dipendenti, che cominciano ad essere quasi degli amici, sono persone molto corrette e con una grande dignità, che si fanno in quattro per essermi d'aiuto. La verità è che tra questa gente mi sento protetta e a mio agio. E per tante persone che agiscono in maniera per me inconcepibile, ce ne sono tante straordinarie, piene di coraggio, umanità e solidarietà, che ti aprono la loro casa, si sentono responsabili per te e ti dicono:" gli Occidentali hanno fatto tanto per noi quando c'è stato lo tsunami, come potremmo non aiutarli?".

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15 settembre 2006 - Continua >>