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Testimonianza di Barbara Leganza, volontaria di “Aiutare i bambini” in Tanzania

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L'intervento di "Aiutare i bambini"

"Aiutare i bambini" partecipa nel villaggio di Jambiani alla ristrutturazione e al completamento della Kikadini School, una scuola materna situata in una zona emarginata dell'isola, per dare la possibilità sia ai bambini più piccoli che a quelli delle elementari di andare a scuola.

Nel mese di agosto 2005 Barbara Leganza si è recata con Anna Gullotti, Gabriele Panzera e Daniela Rocci Ris a Jambiani per verificare l'avanzamento dei lavori di ristrutturazione dell'asilo e per trascorrere un po' di tempo con i bambini, organizzando attività di animazione e di doposcuola.

Oggi Barbara ci ha scritto nuovamente per raccontarci la loro esperienza di viaggio. Questa è la sua testimonianza:

«Un copriscatola di cartone capovolto per contenere le conchiglie.

È troppo lungo come titolo di una fiaba, eppure la nostra esperienza a Jambiani è stata una fiaba.

Come accade con le fiabe che ascolti da bambino e che non dimentichi, tanto da riuscire a raccontarle per tutta la vita, è impossibile dimenticare quello che abbiamo visto e vissuto: duemila bambini sotto i cinque anni che abitano in un villaggio di 5000 abitanti dove non c'è illuminazione pubblica, non ci sono i giocattoli e dove, tra il raccogliere le alghe dal mare ed affannarsi a coltivare la terra sabbiosa, i grandi non hanno tempo per far giocare i bambini.

E' un mistero riuscire a raccontare le fiabe, perché potresti tralasciare un particolare importante, come per esempio l'immagine di una bambina, di quattro o cinque anni, che ogni giorno a scuola tiene sulle gambe il fratellino di un anno e mezzo che dorme e, quando è l'ora di andare a casa, la bimba si carica sulle spalle il piccolo e si incammina verso l'unica strada del villaggio, non asfaltata, calpestando a piedi nudi, e per almeno due chilometri, l'immondizia causata della totale assenza di un sistema di smaltimento rifiuti nel villaggio di Jambiani.

Lì la scuola è l'unico luogo dove i bambini possono giocare. Si svegliano quando i loro genitori sono già a lavoro, mangiano pane bagnato con acqua durante la merenda a scuola, nel pomeriggio le bimbe si occupano delle faccende domestiche, lavano le pentole sulla spiaggia, fanno il bucato in mezzo alla strada, raccolgono telline in riva al mare per mangiarle a cena. La loro giornata finisce con il calare del sole e nelle loro case non ci sono libri di favole, album dove colorare, giocattoli con cui giocare.

Come nelle più belle fiabe, anche in questa esperienza c'è una morale, che qualcuno potrà ritenere retorica, ma qualcun altro forse apprezzerà e soprattutto vorrà condividere con noi la necessità di diffonderla: i bambini di Jambiani, come tutti i bambini del mondo, ci hanno saputo dimostrare il loro bisogno di affetto senza remore. Abbiamo scoperto, solo dopo poche ore che eravamo in compagnia dei bambini della Kikadini school, che non serve parlare la stessa lingua per giocare con loro; che non eravamo scalzi come loro, non mangiavamo senza posate e non indossavamo il velo come le bambine di Jambiani, ma era come essere stati lì da sempre.
E' bastato accennargli il motivetto del girotondo o quello di "ci son due coccodrilli" per fare apparire sui loro volti il sorriso. Conquistare la loro simpatia non è stato difficile ed ancora di più rendersi conto della maturità d'animo di questi bambini che non ritengono di "dover avere", ma manifestano un'estrema gratitudine per le attenzioni ricevute.

Un copriscatola capovolto come vassoio ed un mucchio di conchiglie trovate in spiaggia è il ricordo che ci hanno voluto lasciare.

Nessuno secondo noi può dubitare del fatto che gli adulti abbiano il dovere di raccontare le fiabe ai bambini e di raccontarsele per conservare quello che di più bello hanno i bambini: la capacità di sognare. Noi sogniamo di tornare presto dai bambini di Jambiani.

Non so quanto i bambini si ricorderanno di noi ma so che noi vorremmo tornare da loro, forse siamo noi ad avere più bisogno di loro, del loro calore, del loro bisogno di affetto

Barbara Leganza


Barbara insieme ad alcuni bambini del villaggio di Jambiani

Barbara insieme ad alcuni bambini del villaggio di Jambiani

Alcuni bambini di Jambiani

Alcuni bambini di Jambiani