Testimonianza di Enea Sansaro, volontario di “Aiutare i bambini” in Madagascar
"...bojour vazha! ...bonjour vazha!" ...ridevano, scappavano e poi ricomparivano alla ricerca dell'obiettivo della mia telecamera.Così mi hanno accolto i bambini della scuola "Espoir di Tsiadana" di Antananarivo. Vazha in malgascio significa uomo bianco e di bianchi nel quartiere di Tsiadana se ne incontrano davvero pochi. È un quartiere periferico della capitale del Madagascar... e qui è la povertà a farla da padrona.
Qui regna l'ignoranza, la malnutrizione, la mancanza d'igiene... le famiglie si abbandonano al loro destino fatto di niente, una capanna magari, ma nessuna speranza per il futuro. E appresso si portano i loro figli... bambini che corrono scalzi, con i vestiti sporchi e strappati e con il moccolo al naso... bimbi che sorridono però... sorridono sempre.
E continueranno a sorridere perché qui, nel quartiere di Tsiadana, ora c'è l'"Espoir", ovvero la speranza... una fantastica scuola costruita dagli stessi genitori dei bambini con l'aiuto economico della Fondazione Aiutare i Bambini.
Beh, che dire... è ormai qualche anno che visito paesi poveri, ma devo ammettere che non mi era ancora capitato di vedere una scuola così grande, così bella e così organizzata in un paese del terzo mondo.
Mi diventano ancora gli occhi lucidi al solo ricordo di tutti quei bimbi armati di sorriso, che alla mattina cantano l'inno della scuola. Potessi solo con questa riga vuota farvi sentire solo per un attimo le loro vocine...
La struttura ospita circa 900 bambini e le classi vanno da quella che in Italia corrisponde alla prima elementare alla terza media. Ragazzi quindi con età diverse ed esigenze diverse. Ho avuto modo di parlare più volte con le loro insegnanti e sembra non essere poi così tanto facile seguire tutti.
Non dimentichiamo che questi sono i bambini di strada di Tanà... e che una volta che escono dalle loro aule ritrovano la miseria, la povertà e la disperazione delle loro famiglie e del loro quartiere.
Ed è per evitare questo che le insegnanti, i genitori e le eroiche Suore Francescane dell'Immacolata di Antananarivo, stanno facendo il possibile per trattenere i bambini e i ragazzi anche per il pranzo e, in qualche giorno della settimana, prolungare le lezioni fino a pomeriggio inoltrato... in modo da tenere i ragazzi lontano dalla strada.
Sembra funzionare. Ho passato qualche giorno tra tutti questi bambini, mi hanno ubriacato con i loro sorrisi... e devo ammettere che sono proprio bravi, ma bravi davvero. Sembra che sia loro che le loro famiglie abbiano capito che l'opportunità che hanno è unica... e che devono assolutamente sfruttarla.
Qui possono studiare per diventare veri uomini e vere donne... uomini e donne con il sorriso sul volto, proprio come quando erano piccoli e qualcosa mi dice che questi bimbi daranno un grosso contributo alla rinascita del Madagascar.
Ora sono ancora piccoli però ...ed io mi sento di aiutarli.
Enea Sansaro, 2002
Enea Sansaro con i bambini di Tanà in Madagascar

