Testimonianza di Grazia Petruccioli, volontaria di “Aiutare i bambini” in Eritrea
Sono tornata nella mia splendida terra natale, l'Eritrea, martoriata da inutili conflitti che hanno reso la vita di un popolo eccezionale impossibile da vivere. A Senafé, dove le Suore Comboniane gestiscono un Centro, la prima cosa che colpisce è una immensa distesa di tende, o brandelli di tende, che accolgono 25.000 rifugiati. Attraverso le strade di quella che era una ricca cittadina, ridotte a sentieri polverosi da una lunga assenza di pioggia, arriviamo all'asilo, che svetta nella parte più povera della città.
L'asilo è diviso in due parti simmetriche. In una giovani ragazze, lavorando con vecchie macchine da cucire, creano opere fantastiche. Nell'altra c'è la scuola materna costruita con il contributo dei donatori di "Aiutare i bambini". L'asilo accoglie più di 100 bambini tra i tre e i sei anni. Questa è l'unica possibilità di avere un'istruzione.
Immediatamente siamo circondati da decine di bambini, per noi cominciano giochi mai visti in un'atmosfera di gioiosa confusione, si formano file incredibili di bimbi che aspettano il loro turno.e una volta di più ci perdiamo nei loro sguardi.
Proseguo per Ghinda, un paesino a 40 chilometri da Asmara dove "Aiutare i bambini" ha adottato un asilo costruito per 30 bambini che ne accoglie oggi 90. Anche qui, invece dello spicchio di Paradiso che ricordavo, ritrovo tende di rifugiati, strade polverose, un paese inaridito dalla lunga siccità, nel quale le Suore Comboniane rappresentano per molti l'unico aiuto concreto. Le Suore visitano e fanno le vaccinazioni alle donne ed ai bambini.
Senafé e Ghinda, due poli di speranza in un Paese alla miseria. Gli sguardi dei bambini ti penetrano nel profondo dell'animo e ti fanno apparire immenso quel poco che fai per loro; il loro ricordo ti dà poi la voglia di condividere queste sensazioni con tutti quelli che ti circondano e che, immersi in una vita ''normale'', non si rendono conto che la vita vera è là, dove si soffre, ma dove basta un bicchiere d'acqua condiviso per renderti felice.
Grazia Petruccioli, 2002
Grazia Petruccioli con i bambini di Senafè
La volontaria con i bambini dell'asilo di Ghinda
Una delle bambine di Ghinda adottate a distanza

